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La debolezza del "Sesso Forte"

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Oggi voglio proporvi un altro racconto che fa parte della Mitologia per poi, come sempre, darvi l'interpretazione psicologica di un comportamento troppo frequente e in continuo aumento ai giorni nostri: la violenza di genere. ....................... LA LEGGENDA DELL'ALLORO PROFUMATO. Apollo, dio sfolgorante della luce del giorno, girava tra i boschi della Tessaglia verso l'ora del crepuscolo. Tra le mani il suo arco d'argento, mentre cantava con la sua bella voce delicata e armoniosa. All'improvviso scorse una Ninfa: i lunghi capelli sparsi sulle spalle, la carnagione bianca, gli occhi che risplendevano come stelle alla tenue luce del sole, che iniziava a nascondersi dietro l'orizzonte. Apollo estasiato si accostò alla Ninfa, apostrofandola con parole ardenti di passione: "Fermati bella Ninfa, lascia che ti ammiri!" Ma Dafne, era questo il nome della Ninfa, si spaventò a quella voce improvvisa, e terrorizzata iniziò a correre senza voltarsi. Correva co...

La saggezza delle favole - La quercia e la fragola

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  - Piccola sei! - diceva una grande quercia a una pianticella di fragola che le cresceva ai piedi. - Sei una piccola e povera cosa. Guarda come io spando i miei rami al vento, come numerosi e folti crescono i miei frutti! Tu hai quattro o cinque fragolette in tutto e per tutto. Davvero ti compiango! "Come sei pietosa- rispose la pianticella- ma, vedi, io non invidio né i tuoi rami né i tuoi frutti. Una fragola è più pregiata di mille ghiande! I miei frutti sono cari agli uomini, i tuoi ai maiali! Non è la quantità, cara mia, che conta, ma la qualità." ...................... INTERPRETAZIONE Anche questa piccola favola mi piace molto perché, nella sua pur brevità , è densa di un significato importante. Come quella de "Le due zucche", tratta di atteggiamenti di arroganza o di senso di superiorità che, al giorno d'oggi, sono troppo spesso una caratteristica di comportamenti degli esseri umani sempre più individualisti ed egoisti. La superbia e la vanagloria della g...

La saggezza delle favole - Le due zucche

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  Un fiume, aumentato per la piena, sommerse un orto e strappò via erbe e piante. Tra l'altro sradicò due grosse zucche trascinandole con violenza nella sua corrente. Le zucche galleggiavano, ma una più facilmente dell'altra che, essendo più pesante, emergeva appena dai flutti. La prima se ne inorgoglì, e prese a deridere la sorella: -Non ti vergogni? Hai paura fifona? Guarda me, come nuoto bene e come mi tengo a galla! Guarda, quasi gareggio con l'onda! Ma un ranocchio che era nelle vicinanze, ben abbarbicato su di un sasso a ridosso del fiume, la sentì, e intervenne a favore della zucca che era stata mortificata dalla sorella. -Non ti insuperbite mia cara! -le disse- sai perché sei così brava a rimanere a pelo dell'acqua, perché galleggi meglio? Perché sei vuota!!! Quanta gente nella vita galleggia per lo stesso motivo ... .................. INTERPRETAZIONE. Mi piace molto la breve favola de "Le due zucche" perché è molto significativa di un tema che voglio ...

Quell'assoluto degli amori che non si consumano

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  "Contessa che è mai la Vita? È l'ombra di un sogno fuggente. La favola breve è finita, il vero immortale è l'Amor." È un brano della poesia "Jaufré Rudel" scritta da Giosuè Carducci. La storia è quella di un amore estremo, satura di romanticismo, che tocca -o almeno dovrebbe- perfino l'animo dell'essere più cinico al mondo riguardo a questo sentimento che fa sognare. L'amore di Jaufré è quello più raro al mondo, quello di chi ama sapendo che non avrà nulla in cambio, nessuna "restituzione" come si dice in psicologia. Ma questo non diminuisce, non spegne, non attenua nulla di questo sentimento che vive in lui, "dentro", nel cuore del suo cuore. Anzi, lo "accende" sempre più, alimentandolo fino alla più tragica conseguenza. Vi narro brevemente la sua storia? Allora eccola! Geoffrey Rudel (1125-1148) era un uomo gentile, romantico, nobile, Principe di Blaia, ma soprattutto nobile nel cuore, e principe nel Regno di que...

Storia di luci e di ombre - Parte2

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  Eccomi. Vi avevo promesso che avrei continuato a parlarvi ancora un po' di Neve. Vi ricordate vero di Neve? Non voglio raccontarvi tanto, no, non più di tanto, perché come vi ho detto, è molto difficile definirla, comprendere veramente la sua complessità. Quella stessa complessità che le provoca comportamenti spesso apparentemente contraddittori, o per lo meno conflittuali. Perché lei è fatta di "frammenti". Ecco sì: frammenti. Non equivocate però: non intendo dare a questo termine il valore di fragilità, o ancora peggio di inconsistenza, NO. No no, tutt'altro. I suoi infiniti frammenti, dalle altrettanto infinite forme e colori, sono fortemente compattati e aderiscono tra loro formando così, in realtà, una personalità incredibilmente "solida". Questo la rende profondamente convinta in ciò che crede perché, quando crede davvero, lo fa in modo totalizzante. Non c'è alcuno spazio per i dubbi se crede. Quei suoi frammenti sono i mille aspetti che compongo...

Storia di luci e di ombre - Parte1

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Vi voglio raccontare di una bambina, di una ragazza, di una donna, perché lei è tutto questo: bambina, ragazza, donna. Vi va? Okay, cominciamo! Non intendo parlare delle sue problematiche, no. No, perché quelle sono una conseguenza di ciò che lei è. Quindi, se riesco, vorrei raccontarvi esclusivamente di questo, di ciò che Lei è. Di ciò che è, nel suo "dentro più dentro". Difficilissimo badate, perché il suo dentro più dentro è una sorta di luogo fiabesco, e come tale magico. A volte incantesimo pieno di luce, altre, pieno di ombre che diventano buio. A volte profondissima grotta dove la luce non arriva, altre orizzonti sterminati dove la luce è così accecante da ferire gli occhi. Vogliamo dare un nome a questa bambina, ragazza, donna? Okay. Vediamo ... che ne dite di Neve? Vi piace Neve? Sì, mi sembra un bel nome per lei! Allora d'accordo: benvenuta Neve, benvenuta nel mio raccontarti! A pensarci, il motivo per cui è un nome adatto a lei è soprattutto il candore, quella ...

Un messaggio a tutti per una giornata di pace

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Vorrei essere ciò che i girasoli erano per Van Gogh, e ciò che la "sua" rosa, era per il Piccolo Principe. Vorrei essere ciò che un fiore è per l'ape, e ciò che la luna è per le maree. Vorrei essere ciò che la forza di gravità è per la terra, e ciò che l'ossigeno è per il respiro. Ciò che la passione è per l'anima, e un bacio d'amore un fremito nella pelle e nel cuore. Vorrei essere ciò che il cielo di primavera è per le rondini, e il luccichio delle stelle per una notte buia. E ancora vorrei... Cosa? ... ecco: essere ciò che le correnti sono per le onde del mare: il loro movimento, i cavalloni che investono, che schizzano, che spruzzano in miliardi di minuscole gocce d'acqua di mare. E i "mulinelli" imprevisti, quelli però che non trascinano via. E poi? ... e poi, e poi... ecco! Vorrei essere ciò che la neve e il gelo sono per le vette dei ghiacciai, per non farli sciogliere mai, e formare così quei famosi "ghiacci eterni". E sì, sì, s...