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L'Uomo del Gelo e il Messaggero della Primavera - commento psicologico

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  L' UOMO DEL GELO E IL MESSAGGERO DELLA PRIMAVERA.                    ( Indiani Chippewa) L' Uomo del Gelo stava seduto nel suo wigwam di corteccia di betulla accanto a un ruscello gelato. Il suo fuoco era quasi spento. L' Uomo era molto vecchio e molto triste e i suoi capelli erano lunghi e bianchi. Si sentiva solo, e giorno dopo giorno non udiva altro che gli urli delle bufere invernali che spargevano neve dappertutto. Un giorno mentre il suo fuoco si consumava nell'ultima brace arancione, l' Uomo del Gelo vide un giovane avvicinarsi. Il ragazzo aveva le guance rosse, gli occhi lustri di piacere, e sorrideva. Il suo passo era lieve e rapido. Intorno al capo portava una corona d'erba dolce e in mano aveva un mazzo di fiori. "Vieni dentro" lo invitò l' Uomo del Gelo. "Sono lieto di vederti. Dimmi perché sei qui." "Sono un messaggero" rispose il giovane. "Ah, allora ti parlerò dei miei poteri" disse l' Uomo del Gel...

Dai Nativi d'America una leggenda utile alla psicologia

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Prima Che Arrivasse L' Uomo Bianco.                          ............... Molto tempo prima che gli europei giungessero in America, i narratori di quasi tutte le tribù dei Nativi, avevano creato leggende su eroi nazionali, molte di esse probabilmente basate su imprese di persone reali. Una delle leggende eroiche tramandataci con maggiore completezza è quella di Motzeyouf, o Stregone Dolce. Fu lui che portò ai Cheyenne le quattro frecce sacre, e che istituì la società dei guerrieri della tribù fra cui quella famosa dei Cani Guerrieri. Come vari altri eroi nazionali, lo Stregone Dolce fu anche profeta e mise in guardia il suo popolo contro gli uomini barbuti di pelle chiara che sarebbero venuti da oriente.   "I bianchi ci fecero molte promesse, più di quanti ne ricordi, ma ne mantennero solo una: promisero di prendersi la nostra terra.....e se la presero!" Così il condottiero Sioux Nuvola Rossa sintetizzò con amarezz...

Tra il Bene e il Male

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                         "E Dio dopo avere sorpreso Adamo ed Eva gli disse Continuate, prego. Fate come se non ci fossi". (Jacques Prévert) La vera storia di Adamo ed Eva è raccontata nella Bibbia e precisamente nella Genesi. In questo libro vengono descritti i giorni della Creazione, quando Dio diede al mondo ciò che conosciamo e tutto ciò che lo popola. In 5 giorni creò il cielo, la terra, la luce, le stelle, e tutti gli esseri viventi: i pesci, gli uccelli, gli animali. Il sesto giorno decise di creare l' uomo. Creato dalla polvere della terra, gli diede forma, e gli influsse il soffio vitale. Poi creò Eva dalla costola, per non farlo sentire solo. Li pose nel Giardino dell' Eden per farli vivere felici e senza mali. Ricevono quindi da Dio il divieto di non mangiare il frutto dell' Albero della Conoscenza. Ingannata dal serpente Eva mangia il frutto, seguita subito da Adamo. Questo provocò la cacciata dal Paradiso da pa...

Dal Mito di Crono e Urano ai conflitti generazionali dei giorni nostri

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IL MITO DI CRONO E URANO Esiodo, nella "Teogonia" racconta che Urano, dio del Cielo, amava Gea dea della Terra, ma odiava i figli nati dalla loro unione.  Appena nascevano li faceva precipitare nel Mondo Sotterraneo e ne gioiva. Gea soffriva per la sorte dei figli e alla fine costruí una falce, e li chiamò dicendo loro che il loro padre era un perverso, e di punirlo per la sua malvagità. Soltanto Crono, il più giovane dei Titani, dimostrò l'audacia di accettare l'incarico, e quando Urano fece calare la notte per coricarsi con Gea e unirsi a lei, Crono nascosto nell'agguato predisposto dalla madre, evirò il padre gettando poi i genitali alle sue spalle. Secondo Apollodoro li gettò nel mare. Questo gesto rese possibile la definitiva separazione tra il Cielo e la Terra creando lo spazio intermedio necessario all'esistenza del mondo ordinario, e Crono divenne il nuovo sovrano dell' Universo. Dal sangue e dai resti di Urano caduti sulla terra e nel mare, nacque...

Considerazioni sulla stagione estiva e un po' di psicologia

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L' estate è Luce. L' estate è calore e colore. L' estate è magia con un po' di follia. O è follia con un po' di magia? L' estate è correre a piedi nudi. È danzare scalza sulla riva del mare. O su un tappeto d'erba che invita a sdraiarsi e sognare. È scalare una montagna per arrivare alla vetta. È tuffarsi nelle acque del mare e scendere in fretta, per toccarne il mistero. L'estate è aspettativa premiata. È il compenso dopo l' inverno. È un cuore che si scioglie. È un'anima che si espande. E una risata che illumina. È divorare una fetta di anguria gelata. È la pelle bagnata dall'acqua salata, o da una sana sudata. È il premio di un anno d'attesa. Sono due corpi che si uniscono senza più orario, senza più attesa. È svuotare la mente per riempire gli occhi. È risveglio. È il ciclo vita morte rinascita. Calore infuocato dopo un inverno gelato. È il bagliore che accende dopo il buio che spegne. Perché l'estate è breve. Quando è lontana la...

Il Mito di Dedalo e Icaro: il rischio di non riconoscere i propri limiti e le conseguenze a volte gravi nei "deliri di onnipotenza"

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  DEDALO E ICARO Dedalo è un altro personaggio della mitologia greca. Grande architetto, scultore e inventore noto per essere il costruttore del famoso labirinto del Minotauro a Creta. Figlio di un principe ateniese era molto apprezzato come scultore, e venne accolto a Creta dal re Minosse in seguito all' omicidio del suo assistente, nonché nipote Calo, che avrebbe ucciso perché lo riteneva geloso della sua bravura. Durante il soggiorno a Palazzo, Dedalo fu oggetto del desiderio di Naucrate, schiava del re di Creta, la quale si innamorò perdutamente di lui, del suo genio e della sua bellezza, e dalla quale ebbe un figlio di nome Icaro. È a Dedalo che viene attribuita la costruzione della vacca di legno nella quale Pasifae, moglie di Minosse, si accoppiò con il toro sacro. Da questa unione nacque il Minotauro, il quale fu rinchiuso per ordine di Minosse nel labirinto che Dedalo aveva costruito. Dedalo, a causa dell'unione con la schiava di Minosse e del tradimento della moglie c...

Interpretazione Psicologica del mito di Ade e Persefone, e l'analogia del mito riportato ai giorni nostri (parte2)

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  In psicologia, la prevaricazione indica un comportamento aggressivo e prepotente in cui una persona usa il proprio potere, la propria autorità, o la propria forza, per imporsi a un'altra. Questo comportamento si manifesta spesso come controllo patologico nelle relazioni di coppia dove un partner limita la libertà dell'altro instaurando un clima di sudditanza. La prevaricazione è un'azione a senso unico dove non si discute per trovare un accordo ma si calpesta l'altro per "vincere" a tutti i costi. C'è anche un'asimmetria di potere, un forte squilibrio di potere. Chi prevarica si percepisce superiore mentre la vittima si sente incapace di difendersi. Perché il mito di Ade e Persefone non è così lontano da certe realtà di ieri e di oggi. Che certi comportamenti maschilisti - che oggi viene chiamato "patriarcato"- non si discosta troppo da quei miti che accendono la fantasia e lo stupore. Allora, forse, dobbiamo fare ancora tantissima strada p...