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Dal Mito di Crono e Urano ai conflitti generazionali dei giorni nostri

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IL MITO DI CRONO E URANO Esiodo, nella "Teogonia" racconta che Urano, dio del Cielo, amava Gea dea della Terra, ma odiava i figli nati dalla loro unione.  Appena nascevano li faceva precipitare nel Mondo Sotterraneo e ne gioiva. Gea soffriva per la sorte dei figli e alla fine costruí una falce, e li chiamò dicendo loro che il loro padre era un perverso, e di punirlo per la sua malvagità. Soltanto Crono, il più giovane dei Titani, dimostrò l'audacia di accettare l'incarico, e quando Urano fece calare la notte per coricarsi con Gea e unirsi a lei, Crono nascosto nell'agguato predisposto dalla madre, evirò il padre gettando poi i genitali alle sue spalle. Secondo Apollodoro li gettò nel mare. Questo gesto rese possibile la definitiva separazione tra il Cielo e la Terra creando lo spazio intermedio necessario all'esistenza del mondo ordinario, e Crono divenne il nuovo sovrano dell' Universo. Dal sangue e dai resti di Urano caduti sulla terra e nel mare, nacque...

Considerazioni sulla stagione estiva e un po' di psicologia

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L' estate è Luce. L' estate è calore e colore. L' estate è magia con un po' di follia. O è follia con un po' di magia? L' estate è correre a piedi nudi. È danzare scalza sulla riva del mare. O su un tappeto d'erba che invita a sdraiarsi e sognare. È scalare una montagna per arrivare alla vetta. È tuffarsi nelle acque del mare e scendere in fretta, per toccarne il mistero. L'estate è aspettativa premiata. È il compenso dopo l' inverno. È un cuore che si scioglie. È un'anima che si espande. E una risata che illumina. È divorare una fetta di anguria gelata. È la pelle bagnata dall'acqua salata, o da una sana sudata. È il premio di un anno d'attesa. Sono due corpi che si uniscono senza più orario, senza più attesa. È svuotare la mente per riempire gli occhi. È risveglio. È il ciclo vita morte rinascita. Calore infuocato dopo un inverno gelato. È il bagliore che accende dopo il buio che spegne. Perché l'estate è breve. Quando è lontana la...

Il Mito di Dedalo e Icaro: il rischio di non riconoscere i propri limiti e le conseguenze a volte gravi nei "deliri di onnipotenza"

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  DEDALO E ICARO Dedalo è un altro personaggio della mitologia greca. Grande architetto, scultore e inventore noto per essere il costruttore del famoso labirinto del Minotauro a Creta. Figlio di un principe ateniese era molto apprezzato come scultore, e venne accolto a Creta dal re Minosse in seguito all' omicidio del suo assistente, nonché nipote Calo, che avrebbe ucciso perché lo riteneva geloso della sua bravura. Durante il soggiorno a Palazzo, Dedalo fu oggetto del desiderio di Naucrate, schiava del re di Creta, la quale si innamorò perdutamente di lui, del suo genio e della sua bellezza, e dalla quale ebbe un figlio di nome Icaro. È a Dedalo che viene attribuita la costruzione della vacca di legno nella quale Pasifae, moglie di Minosse, si accoppiò con il toro sacro. Da questa unione nacque il Minotauro, il quale fu rinchiuso per ordine di Minosse nel labirinto che Dedalo aveva costruito. Dedalo, a causa dell'unione con la schiava di Minosse e del tradimento della moglie c...

Interpretazione Psicologica del mito di Ade e Persefone, e l'analogia del mito riportato ai giorni nostri (parte2)

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  In psicologia, la prevaricazione indica un comportamento aggressivo e prepotente in cui una persona usa il proprio potere, la propria autorità, o la propria forza, per imporsi a un'altra. Questo comportamento si manifesta spesso come controllo patologico nelle relazioni di coppia dove un partner limita la libertà dell'altro instaurando un clima di sudditanza. La prevaricazione è un'azione a senso unico dove non si discute per trovare un accordo ma si calpesta l'altro per "vincere" a tutti i costi. C'è anche un'asimmetria di potere, un forte squilibrio di potere. Chi prevarica si percepisce superiore mentre la vittima si sente incapace di difendersi. Perché il mito di Ade e Persefone non è così lontano da certe realtà di ieri e di oggi. Che certi comportamenti maschilisti - che oggi viene chiamato "patriarcato"- non si discosta troppo da quei miti che accendono la fantasia e lo stupore. Allora, forse, dobbiamo fare ancora tantissima strada p...

Analogie e conseguenze dell'Amore nei miti greci, e quello ai giorni d'oggi: amori contrastati, violenza, prevaricazione (parte1)

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  Gli amori nella mitologia greca non sono mai semplici storie romantiche ma rappresentazioni complesse tra desiderio, potere, e destino. Le storie più "potenti" della mitologia greca non finiscono mai bene, perché c'è qualcosa nella struttura stessa di certi amori che li rende impossibili da mantenere. Non promettono salvezza ma al contrario mostrano cosa accade quando il sentimento diventa più forte del limite umano: si tenta allora l'impossibile, si sfida la morte, si va oltre ogni possibilità, oltre "l'oltre" per spiegarne l'intensità. Come nel caso di Pandora, anche il desiderio può aprire qualcosa che poi è difficile richiudere. Alcune storie d'amore nella mitologia greca non finiscono con una morte o una perdita. Sono costruite intorno a una distanza che non si può colmare, un desiderio che non può essere totalmente corrisposto perché una delle due parti non è disponibile come l'altra vorrebbe. Il desiderio nei miti greci non resta mai...

A proposito di Solitudine

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Mi sono accorta che i post più "frequentati" nel blog sono sempre quelli che riguardano l'argomento Solitudine. Io poi ne scrivo spesso su questo stato d'animo, ma non faccio testo perché è qualcosa che ha sempre fatto un po' da sottofondo dentro di me. Sia chiaro, non ha mai interferito con la mia natura che ha comunque una base di assoluta allegria, a volte quasi euforica, amore per la vita, con un pizzico di ironia che spesso alleggerisce. No, è qualcosa di assolutamente "mio" questo sottofondo che a volte toglie luce ai miei occhi ridenti. Ma la conosco così bene ormai che siamo quasi amiche, che ha un legame profondo con me. È quella cosa che mi permette di "sentire" in maniera più intensa: me stessa, e chi amo e mi è vicino. Lo so che sembra una contraddizione, ed è anche vero che a volte mi crea conflitti, ma non sarei la stessa se non ci fosse "Lei" a tenermi compagnia. Forse è per questo che ho amato molto il romanzo "La...

Leo allo specchio: quando ciò che riflette è un'identità che non sentiamo nostra

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Oggi vi propongo un racconto che descrive una realtà sempre più presente ai giorni nostri, nella quotidianità della vita, e in terapia: la disforia di genere. Leggete la storia di Leo. Leggete la sua confusione, la sua difficoltà nell'accettare ciò che mente e corpo non accettano, ciò che lo fa sentire colpevole e sbagliato. Leggete la sua disperazione per la difficoltà di scegliere. Di decidere di vivere finalmente la propria vita con l' identità a cui sente di appartenere. Leo è nato davvero in un corpo sbagliato? Voi che leggete, date il vostro giudizio, e quella che secondo voi dovrebbe essere la sua scelta. Oggi vi propongo la sua storia. Nel prossimo post il commento di carattere psicologico. Buona lettura. ............ Leo era triste. No, forse triste non era il termine giusto per descrivere il suo stato d'animo, era...vuoto. Ecco sì, vuoto forse era un termine più calzante. Si guardava allo specchio e lo specchio gli rimandava la stessa sensazione che sentiva dentro...