Tenersi per mano per non perdersi
Vera era come un raggio di sole: luminosa! La sua energia, nel comunicare e relazionarsi con gli altri, era dirompente. Dirompente, così l'aveva definita una volta il primario nel reparto dove faceva tirocinio. Nella sua testa i pensieri si accumulavano uno sopra l'altro, si fondevano e si confondevano in mille altri, s'infilavano uno dentro l'altro, come le bamboline di una Matrioska. Quando si mescolavano tra loro doveva concentrarsi per suddividerli, come tanti tasselli, per poi unire quelli che appartenevano allo stesso pensiero, e dividerli così da quelli che appartenevano ad altri pensieri, altre persone, altre situazioni, che doveva affrontare in momenti diversi. Era strano da spiegare, ma lei era così. Doveva incastrare ogni tassello appartenenti al "mucchietto" che riguardava la stessa situazione, per poi farli combaciare e metterli insieme, ed ottenere una figura. Come succede in un puzzle insomma, o in un mosaico. Forse era una modalità più vicina...