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L'ansia e i suoi diversi aspetti - Capitolo2

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ESPLORARE PIÙ A FONDO. Uno dei metodi più utilizzati per scoprire le informazioni nascoste nella parte più profonda della mente è stato descritto da Bresler (1990). La maggior parte di noi ha già sperimentato una qualche forma di comunicazione proveniente da una parte di noi stessi più profonda e generalmente più saggia (intuizione). L'approccio di Bresler, noto come "La tecnica del consigliere interno", intende dare voce e forma con l'immaginazione alla saggezza interna, questo mentre si è tranquilli e rilassati. Eseguite con calma il seguente esercizio. ESERCIZIO: 1) Chiudete gli occhi e rilassatevi 2)Con l'immaginazione visualizzare il vostro consigliere interno (per esempio quando faccio questo esercizio vedo il mio consigliere come un vecchio saggio simile a mago Merlino: barba bianca...ecc ) 3) Presentatevi al vostro consigliere interno. Scusatevi con lui, o con lei, per non averlo ascoltato di più in passato e chiarite che d'ora in avanti sarete più dis...

L'ansia e i suoi diversi aspetti - Capitolo1

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Abbandoniamo per un po' fiabe e riflessioni personali per riprendere un linguaggio più tecnico, pur se sempre raggiungibile a tutti, che riguarda argomenti prettamente inerenti alla mia professione di psicologa clinica. Oggi vorrei affrontare un argomento che credo appartenga, in maniera più o meno significativa, a tutti: parlo dell'Ansia. Da quella cosiddetta "sana", a quella più devastante e quindi meno gestibile perché diventa patologia. Non più quindi quell'ansia che spesso ci protegge, che ci è necessaria per affrontare prove importanti come gli esami scolastici, ad esempio, o ancora, certi imprevisti che la vita ci presenta e in cui l'ansia diventa utile per renderci più "attivi", ma quella che ci prevarica e non riusciamo a gestire. Vediamo quindi di fare insieme un percorso comprensibile a tutti, e che riguarda i vari stadi di questo stato d'animo che a volte ci blocca diventando negativo, altre ci serve per reagire in modo positivo a sit...

Le ferite del cuore

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Ho descritto molte volte la sensazione di sentirmi come dentro una bottiglia di vetro trasparente. È una bottiglia panciuta, che mi permette di raggomitolarmi dentro, nel suo fondo, ma ha un collo molto lungo e stretto, talmente lungo e stretto che è impossibile risalire verso l'uscita di questa bottiglia. È di vetro trasparente, e da lì, posso vedere tutto ciò che avviene, che osservo, sia attraverso che da dentro la mia "prigione/bottiglia". E lei mi isola dal resto, da ciò che vedo e non posso vivermi, né farmi vivere perché fuori da me. Così non mi rimane altro che pensare su ciò che vedo. Oddio quanto penso, e quanto tempo ho per farlo: tutto il tempo che mi resta da vivere. E quante, le domande senza risposta! Qualcuno ha detto "non farti domande se non puoi avere risposte", altri invece correggono e dicono "non farti domande se non vuoi ascoltare le risposte". Io credo che di risposte non ce ne siano per nessuno, oppure ci sono quelle che ognuno...

Riflessioni sul desiderio

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Molto tempo fa, lessi un articolo di giornale che parlava del desiderio. Diceva così, e lo riporto esattamente come dal testo: "L'etimologia più importante della parola è affascinante: de-siderium, e indica il punto morto che si crea nel cielo quando cade, o sembra cadere, una stella." Desiderio quindi come vuoto da colmare. E questo bisogno, questa necessità che è di tutti gli esseri viventi, è originato quindi da una mancanza, un'assenza, un vuoto appunto, che vuole essere colmato. Una necessità per vivere, come un assetato in un deserto ha bisogno di bere, o come chi non riesce a respirare ha bisogno di ossigeno. Ovviamente, affinché non sia un sentimento ancora più astratto di quanto non sia, dobbiamo dargli dei contorni, definirlo, concretizzarlo in qualche modo: attraverso il pensiero ad esempio, uno di quei pensieri che vengono chiamati "sogni ad occhi aperti". Questi sogni sono formati in realtà di visualizzazioni ad occhi chiusi, perché è attraverso...

La bellezza della Vita

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Sto ascoltando un cd di De Andrè, il tredicesimo e ultimo album composto prima della sua morte. Me lo regalò un amico. È un De Andrè molto diverso da quello degli inizi. Si chiama "Anime Salve" questo cd, e lo ascolto sdraiata sul mio letto, nella mia camera, nell'azzurro di questa mia camera forse un po' troppo da adolescente. Io ho adorato De Andrè e lo adoro ancora, probabilmente perché il tempo non mi ha cambiata, non "dentro" almeno. Anch'io come Branduardi, nella sua bella "Confessioni di un malandrino" potrei cantare: "le parole e i pensieri sono gli stessi", e non so se è stato un bene, ma sono questo. Irrimediabilmente questo. E ascolto le parole di De Andrè che passano dallo stereo alle mie orecchie, ed entrando nella mia testa attraversano il pensiero. E sorrido, perché mi sembra di entrare anche nella sua di testa, quella di De Andrè dico, e nel suo modo di vedere la vita, ma non è presunzione: è "sentire". Senti...

Conclusioni

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In un piccolo libro di diversi anni fa, contenente storie di anoressia, la giornalista e sociologa Mimma Donati definì queste pazienti "angeli senza ali". Nella prima pagina si legge: "... i sogni ormai sono tutti vecchi, ma esistono gli angeli che camminano tra la sorda folla, angeli che sfuggono al rumore, angeli che vivono del soffio vivo". Sono parole indubbiamente suggestive e di effetto, ma che personalmente non condivido perché rischiano di arricchire la malattia di un fascino pericoloso e non realistico, rinforzando nelle ragazze quel desiderio di "assenza di corpo" che inseguono caparbiamente depistando da tutto quanto di pratico, realistico, ed estremamente materiale c'è invece nella malattia. Gli angeli non appartengono alla dimensione terrena, ma abitano corpi di nebbia invisibili a noi mortali. Le ragazze anoressiche che girano per le strade delle nostre città, lungo i corridoi di centri specializzati, che salgono le scale per suonare alla...

Capitolo 7 - Scelta del trattamento

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  Di norma il primo incontro avviene con il medico di base il quale invia poi a un'equipe specializzata, dato che la malattia presenta vari aspetti: psicologico, clinico, nutrizionale. Fondamentale è che tutti abbiano una conoscenza approfondita dei disturbi alimentari. Diciamo subito che i DCA richiedono solitamente un periodo di cura abbastanza lungo, questo perché il progetto terapeutico è spesso complicato dal fatto che alcune pazienti devono essere ricoverate presso centri ospedalieri. Inoltre sono pazienti che difficilmente intendono collaborare con gli specialisti. Il primo contatto serve per conoscersi a vicenda e dà la possibilità di illustrare il lavoro terapeutico. Alcune ragazze si sentono inabilitate se i genitori scelgono il terapeuta per loro, e in effetti sarebbe opportuno che le interessate prendessero in mano la loro terapia fin da principio. In genere la terapia psicologica più raccomandata per questo tipo di disturbo è la cognitiva-comportamentale. Gli intervent...