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Alba rosa e Arcobaleno

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Alba rosa e Arcobaleno s'incontrarono per uno strano caso del destino. Forse non così strano, perché io credo che il destino certi incontri li decida in tempi già predestinati, quindi più che strani sono inevitabili. La circostanza in cui si verificò l'incontro però fu abbastanza inusuale. In una sera inoltrata d'estate si scatenò un violento temporale, che si acquietò verso il termine della notte. In quel momento, dopo tanto furioso maltempo, il cielo era diventato incredibilmente terso, e con quella limpidezza dava inizio a un nuovo mattino. Proprio in quel momento stava sorgendo una bellissima alba, luminosa e chiara come la pennellata di un campo di grano dipinto da Van Gogh. Contemporaneamente, come spesso capita dopo un temporale così violento, anche uno splendido arcobaleno apparve nel cielo ora sgombro di ogni nube. I due non si erano mai visti, mai conosciuti, non si era mai verificato un evento del genere fino a quel momento, e si scrutavano con un misto di curios...

Scrivere: un nutrimento per crescere e capirsi. Un respiro in più per allargare il cuore e vivere meglio

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Mi chiedo spesso cosa farei senza la possibilità di scrivere. Se non riuscissi a trasportare e a trasformare in scrittura questa matassa intricata di pensieri ingabbiati nella mia testa un po' tormentata, a volte euforica, spesso incomprensibile ma per questo creativa. E non penso mai a cosa o a come scriverli questi miei pensieri, perché non funzionerebbe così! Devo buttarli giù di getto, proiettarli sullo schermo di un computer o di un cellulare, e poi, solo dopo questa sorta di "scrittura automatica", modificare e correggere se occorre. Solo un po', come una rifinitura finale: cambiare un aggettivo o un termine che mi sembrano più adatti al discorso, o che riescono a mettere più in luce uno stato d'animo, una sensibilità, una "gentilezza", un "maggior garbo", un sorriso, a chi forse li leggerà. Ma prima di tutto devo farlo per me stessa: ecco sì, deve soddisfare me stessa prima di chiunque altro. Magari non è la forma migliore in assoluto, p...

Fiaba di Natale 🌲⭐

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Sole si guardò allo specchio con quel senso di solitudine che ritrovava sempre nei suoi occhi quando, lo stesso specchio, le rimandava la sua immagine. Era qualcosa che ormai faceva parte di lei da troppo tempo. Viveva nel bosco Sole, lo stesso bosco che l'aveva accolta molti anni prima anche se non sapeva quanti, ma si rendeva conto che dovevano essere davvero tanti perché il suo corpo di bimba si era trasformato in quello di ragazza. Quello che sapeva di certo era che quando si era persa dentro quel fitto mondo, tra i suoi mille alberi, i suoi sentieri, i tanti cespugli, le siepi fatti di foglie odorose, di sempreverdi o di rovi, aveva 7 anni. Sì, perché lei era una bambina che si era perduta, tanto tempo prima, in quel tempo che a lei sembrava appartenere a un'altra vita. Era accaduto nell'allontanarsi dai genitori per inseguire la sua insaziabile curiosità, e non era mai più stata ritrovata. Immaginava la disperazione in cui poteva avere lasciato mamma e papà, ma che no...

Prima un pensiero, poi forse anche una fiaba. Tutto per il Natale

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Mi hanno chiesto di scrivere una fiaba di Natale e sicuramente, se riesco a inventarmi qualcosa che riesca a trasmettere il senso del magico che ha questo giorno, lo farò.  Intanto vorrei dirvi cosa provo io. Certo, non è più quella sorta di frenetico stupore di quando ero piccola: la città che all'improvviso si trasformava nel regno di Babbo Natale per quelle luci che illuminavano ogni angolo delle strade, donandogli la magia di quei colori un po' dorati, come se quei rossi, quei blu, quei verdi, quei gialli, fossero mescolati insieme alla polvere delle stelle, luccicanti come gemme preziose. E così i negozi, le vie, i palazzi, i balconi, le piazze, i vicoli del centro...tutto era così incredibilmente illuminato a festa! E ancora i tanti abeti adornati di lucide palline rotonde, di buffi pupazzetti, di fili d'argento, di stelle comete a fare bella mostra di sé sulla cima degli alberi, poi dolcetti, boeri avvolti in trasparenti carte rosse, bastoncini di zucchero e caramell...

La Raccontafiabe

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Vorrei raccontarvi una fiaba. Io adoro le fiabe, ve ne sarete già accorti credo. Parlo a chi frequenta il blog ideato da me e Giada, con due modalità totalmente differenti. Non solo per la diversità delle nostre professioni -lei biologa nutrizionista, io psicologa clinica- ma per la diversità caratteriale. Ugualmente sensibili e attente all'altro, questo assolutamente sì, ma lei forse un po' più realistica. Poi ci sono io, che riesco a esercitare la mia realtà solo se rivestita di quella parte fiabesca che abita in me e che non riesco a sradicare. Mi sono chiesta tanti "perché", milioni di volte. E mi sono data tante risposte, altrettanti milioni di volte. Che ero una bambina estremamente delicata di salute per quelle violente bronchiti che mi stringevano il petto fino a togliermi il respiro, facendomi credere che me lo avrebbe tolto per sempre quel respiro. Questo dai 9 mesi ai 13 anni. Con febbroni che mi costringevano a trascorrere buona parte dell'inverno a le...

Che Cos'è Il Surrealismo?

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È una risposta non facile da dare poiché il surrealismo è a volte uno stato d'animo che muta con il mutare degli anni. Ognuno è surrealista a proprio modo e anche a proprio capriccio. Sì può essere contemporaneamente surrealisti e non surrealisti, secondo le circostanze e gli avvenimenti. È naturale che l'artista rifiuti le strettezze di uno schema troppo rigido che può solo danneggiare la purezza e la spontaneità della sua ispirazione. Non vuole essere condizionato troppo a lungo dalle teorie, anche se queste teorie vengono dalla fervida e inesauribile intelligenza di Andrè Breton. Ma Breton deve giustamente difendere l'immagine di un surrealismo che vuole essere universale: che non è solo pittura, ma è anche poesia, letteratura, filosofia, cinema, teatro, modi di vivere e di pensare, comportamento sociale, rivoluzione e trasformazione del mondo, in definitiva un messaggio rivolto anche al futuro. È Breton dunque che risponde alla domanda cos'è il Surrealismo con un te...

L'Evoluzione Pittorica di Magritte

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Nei dipinti precedenti al 1930 si nota molta atmosfera e una estrema attenzione per l'ambientazione. È solo con gli anni 50 che il tema principale diventa quello delle figure viste di fronte o di spalle, e collocate per lo più in un ambiente luminoso e neutro. Il rapporto di Magritte con questa figura isolata dalla folla eppure indissolubilmente legata, è estremamente interessante. La sua attenzione è tutta rivolta alla ricerca dei rapporti tra gli oggetti o tra le persone e gli oggetti. Un fenomeno di auto proiezione non si accorderebbe con il timore di Magritte all'idea di varcare la soglia dell' introspezione. Egli cerca in tutti i modi di difendere il territorio proibito, evitando se possibile i volti, celandoli dietro un panno eliminando del tutto la testa o ponendole di fronte una mela, un uccello, un mazzo di fiori. Ma più di tutto egli preferisce rappresentare la figura di spalle. Chi saprebbe riconoscersi di spalle? A Magritte piace fissare la schiena del suo uomo ...