Tenersi per mano per non perdersi

 


Vera era come un raggio di sole: luminosa!
La sua energia, nel comunicare e relazionarsi con gli altri, era dirompente.
Dirompente, così l'aveva definita una volta il primario nel reparto dove faceva tirocinio.
Nella sua testa i pensieri si accumulavano uno sopra l'altro, si fondevano e si confondevano in mille altri, s'infilavano uno dentro l'altro, come le bamboline di una Matrioska.
Quando si mescolavano tra loro doveva concentrarsi per suddividerli, come tanti tasselli, per poi unire quelli che appartenevano allo stesso pensiero, e dividerli così da quelli che appartenevano ad altri pensieri, altre persone, altre situazioni, che doveva affrontare in momenti diversi.
Era strano da spiegare, ma lei era così.
Doveva incastrare ogni tassello appartenenti al "mucchietto" che riguardava la stessa situazione, per poi farli combaciare e metterli insieme, ed ottenere una figura.
Come succede in un puzzle insomma, o in un mosaico.
Forse era una modalità più vicina a un puzzle che a un mosaico: la figura che si otteneva dal primo risultava più frammentaria e "spezzata" rispetto alla omogeneità e la dolcezza di un mosaico.
Poi faceva la stessa cosa con altri mucchietti che riguardavano altre situazioni o altre persone.
Alla fine era stremata, ma le sembrava di avere finalmente chiarezza delle varie situazioni, delle diverse persone, delle tante problematiche che da tutto questo lavorio così attento, e a volte quasi ossessivo, derivava.
Tanti i pensieri per affrontare i tanti e diversi problemi che si erano presentati negli ultimi anni, davvero troppi, e troppo materiali, e concreti, e pressanti, per il suo animo di sognatrice.
In tanti la paragonavano a un vulcano, forse per le sue reazioni immediate, per quella sua reattività che la maggior parte delle persone del suo quotidiano, e non solo, conoscevano.
Lei era profonda leale, sincera, immediata. Si dava senza misura a chi chiedeva il suo aiuto, e come un vulcano si attivava lanciando lapilli di brace, incandescenti e pieni di calore e di forza.
Un vulcano che non si calmava neppure di notte, impedendogli un minimo di sonno tranquillo.
C'era solo un luogo dove tutto sembrava acquietarsi.
Come un mare in tempesta, dove correnti sotterranee o raffiche di vento tremendamente violente, alzano onde che divorano una spiaggia.
Poi all'improvviso tutto va scemando fino a raggiungere un ritmo dolce, una risacca che lambisce la sabbia con dolcezza e subito si ritrae ... così era lei.
Al suo animo così spesso tormentato, l' acquietarsi era dato dallo scrivere.
Non era una scrittura ostica, contorta, o difficile la sua. No, tutt'altro.
Amava scrivere di fiabe e di magia.
Solo così il suo animo sempre allertato trovava una nicchia dove calmarsi e ... riposare. Finalmente riposare.
Dentro un anfratto del cuore, in un piccolo rifugio, era lì che abitavano fiabe e magia.
Era allora che quel suo mondo diventava una dimensione parallela a quello reale, dal quale prendere distanza per respirare. Finalmente respirare.
E il confine tra le due dimensioni spariva, perché si fondevano tra loro creando una unica verità.
La notte diventava un luogo dove si poteva attraversare un ponte fatto di stelle allineate, posto tra realtà e fantasia.
Lo attraversava ogni volta che poteva quel ponte fatto di stelle, e tutto diventava luce.
E ogni ombra svaniva inghiottita da quelle stelle, così come capita alle stelle se incontrano un buco nero da cui vengono inghiottite nel cielo.
Vera pensò che tutto può trovare sollievo in qualcosa o qualcuno che a sua volta trova sollievo in qualcos'altro o qualcun'altro.
Come una catena fatta di tante, infinite mani diverse che si stringono, ognuno a modo suo, ognuna con la sua forza o la sua fragilità, ognuna con la sua stretta tenace o più debole, ma tutte con una unica finalità: aiutare, offrire la propria possibilità, il proprio ruolo, il proprio compito, la propria voglia di dare un supporto nella ricerca di una soluzione.
È così che ognuno di noi può contribuire a vivere, e a fare vivere meglio l'altro.
Tante mani che si stringono tra loro.
Come un girotondo intorno al mondo.

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