Considerazioni sulla stagione estiva e un po' di psicologia
L' estate è Luce.
L' estate è calore e colore.
L' estate è magia con un po' di follia.
O è follia con un po' di magia?
L' estate è correre a piedi nudi.
È danzare scalza
sulla riva del mare.
O su un tappeto d'erba che invita
a sdraiarsi e sognare.
È scalare una montagna per arrivare alla vetta.
È tuffarsi nelle acque del mare e scendere in fretta,
per toccarne il mistero.
L'estate è aspettativa premiata.
È il compenso dopo l' inverno.
È un cuore che si scioglie.
È un'anima che si espande.
E una risata che illumina.
È divorare una fetta di anguria gelata.
È la pelle bagnata
dall'acqua salata,
o da una sana sudata.
È il premio di un anno d'attesa.
Sono due corpi che si uniscono
senza più orario,
senza più attesa.
È svuotare la mente
per riempire gli occhi.
È risveglio.
È il ciclo vita morte rinascita.
Calore infuocato dopo un inverno gelato.
È il bagliore che accende dopo
il buio che spegne.
Perché l'estate è breve.
Quando è lontana la si pensa.
Per questo quando arriva
deve essere intensa.
E se è vero
che ci è mancata tanto,
bisogna viverla
con una sorta di incanto!
(Mari)
Per parlare dell' estate ho iniziato con una specie di piccola poesia, passata direttamente dalla mia mente al digitale, perché è così che preferisco scrivere: di getto, senza interrompere il flusso, senza filtri.
"Stream of consciousness", come mi ha detto un amico in modo critico, un po' accusatorio...ma perché dico io?
È così deprecabile lasciare il proprio "flusso di pensiero" libero di essere...libero così?
Senza troppe correzioni per renderlo "perfetto".
Non mi reputo di certo una poetessa.
Non ho ambizioni né presunzioni di letterata: mi piace scrivere questo sì.
È il mio sfogo.
È pescare nel guazzabuglio dei miei pensieri per capirmi.
Capire me stessa, perché so già che essere capita dagli altri è una battaglia persa.
Così scrivo per me.
Per svuotare la mente quando sento "premere" troppo.
Quando voglio riposare, e per un istante chiudere quegli occhi che sono sempre aperti dentro la mia testa. Anzi, spalancati!
E vedere nient'altro che uno spazio bianco. Solo per quell'istante.
Ma parliamo un po' di questa strana stagione non sempre solo amata, e non da tutti.
Vediamo come viene studiata e interpretata in psicologia.
Poi terminerò, come nel post precedente, con tre poesie.
Tre meravigliose poesie sull'estate scritta da tre grandi poeti.
L'estate è spesso associata ad aspettative di divertimento, avventure, relax.
Sui social iniziano ad apparire già dalla primavera inoltrata immagini di persone che si godono le vacanze in posti esotici carichi di magia.
Spesso però queste aspettative possono essere troppo idealizzate, e di conseguenza provocare sentimenti di delusione e di stress.
Il consiglio fondamentale è che come ognuno di noi è diverso, anche l'estate di ognuno di noi può e deve essere diversa.
È molto importante quindi sapere gestire le aspettative, concentrarci su ciò che ci rende felici e mantenere così una buona salute mentale.
L'estate è spesso associata a emozioni positive, e al sole che è un grande antidepressivo naturale.
Il passaggio da una stagione all'altra, in particolare parliamo appunto di quella estiva, dove abbiamo tempi vuoti durante la pausa del periodo vacanziero, può sconvolgere la nostra routine e dare luogo a sentimenti di ansia e di stress.
Perché l'estate non è solo una stagione, ma una condizione dell'anima, fatta di leggerezza, di luce, di libertà.
Comprendere questo può aiutarci a indirizzarci meglio tra le sfide reali o potenziali della stagione estiva.
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Come promesso dedico a tutti coloro che leggeranno questo post, la splendida poesia di Arthur Rimbaud, una di Albert Camus, e l'ultima di Yasmina Reza.
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"Nelle azzurre sere d'estate, me ne
andrò per sentieri
graffiato dagli steli, sfiorando l'erba
nuova.
Trasognato ne sentirò la frescura
sotto i piedi,
e lascerò che il vento mi bagni la
testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
ma l'amore infinito mi salirà
nell'anima.
E andrò lontano, molto lontano,
come uno zingaro.
(Arthur Rimbaud)
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"Il sole, il vento leggero, il candore degli asfodeli, l'azzurro del cielo,
tutto lascia immaginare l'estate.
La dorata gioventù che copre la spiaggia.
Le lunghe ore sulla sabbia e la dolcezza improvvisa delle sere "
( Albert Camus)
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" Quando torna l'estate torna il
tempo.
La natura vi ride in faccia.
Lo spirito di letizia vi scortica l'anima. Ogni estate
contiene dentro tutte le estati,
quelle del passato e quelle che
non vedremo mai. "
(Yasmina Reza)
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Bellissimi questi versi, non trovate?
Io ho sempre, più che vissuto, "attraversato" l'inverno per arrivare all' Estate. La mia stagione preferita.
Per me estate è mare.
La sua acqua salata.
Le onde che schiaffeggiano la pelle che il sole ha reso bruciante.
E il suo profumo salmastro.
È qualche anno che non vado, e quindi non vedo, il mare.
Ma quest' anno mi manca come una persona cara, come un respiro trattenuto.
Uno di quelli che se dura a lungo toglie l' aria.
Così gli dedico questo post.
Un post per una delle meraviglie più incredibili della Natura.
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