Dai Nativi d'America una leggenda utile alla psicologia





Prima Che Arrivasse L' Uomo Bianco.
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Molto tempo prima che gli europei giungessero in America, i narratori di quasi tutte le tribù dei Nativi, avevano creato leggende su eroi nazionali, molte di esse probabilmente basate su imprese di persone reali.

Una delle leggende eroiche tramandataci con maggiore completezza è quella di Motzeyouf, o Stregone Dolce.
Fu lui che portò ai Cheyenne le quattro frecce sacre, e che istituì la società dei guerrieri della tribù fra cui quella famosa dei Cani Guerrieri.
Come vari altri eroi nazionali, lo Stregone Dolce fu anche profeta e mise in guardia il suo popolo contro gli uomini barbuti di pelle chiara che sarebbero venuti da oriente.  

"I bianchi ci fecero molte promesse, più di quanti ne ricordi, ma ne mantennero solo una: promisero di prendersi la nostra terra.....e se la presero!"

Così il condottiero Sioux Nuvola Rossa sintetizzò con amarezza il destino degli Indiani d' America alla fine dell' 800.
Per il governo Americano e anche per i coloni una convivenza con i Nativi era impossibile, e l'appropriazione di queste terre venne considerata parte del destino degli Stati Uniti.

Come riuscirono a sconfiggere un popolo così numeroso, potente, e coraggioso?
Dobbiamo prima di tutto considerare le caratteristiche di questi uomini che vivevano nella Natura, e con il senso del Sacro per la Natura.
Il rapporto dei Nativi Americani con la Terra, il Cielo, i Venti, gli Animali, ogni pianta e animale, fino al più piccolo fiore, all'insetto più minuscolo, è intimo e intensamente personale.
È un rapporto che emerge da ogni forma della Natura, che sia il deserto o la Prateria, che siano le colline o gli alberi intorno a loro.
L' Aquila è il più grande di tutti gli uccelli. Ha il potere maggiore in assoluto: comunicare con coloro che stanno "lassù".
È in grado di curare le malattie della gente.
Il suo mondo è l' Aria che è anche il respiro della Vita.
In alcuni luoghi, come ad esempio nel villaggio Hopi, tengono le aquile sul tetto delle case.
Ho letto che hanno bisogno delle loro penne per i bastoni di preghiera e altre cose sacre.

La loro era l'.integrità e la purezza di cuore di chi non conosce altro modo di vivere e di rapportarsi, se non all'interno dei loro territori e della loro gente, nutrendosi con la selvaggina e con tutto ciò che riuscivano a procurarsi con la caccia.
Propiziandosi la benevolenza  dei loro Spiriti con riti e danze, senza alcuna contaminazione delle abitudini e del materialismo che appartenevano agli uomini bianchi, e che di questa "purezza" avrebbero poi approfittato.

Ho sempre paragonato, nella mia testa, l'innocenza dei Nativi Americani con quella dei bambini.
Di chi non conosce corruzione, e quindi, facile conquista di chi vuole imbrogliare e danneggiare.
Uno dei tanti strumenti usati dai bianchi per raggiungere l'obiettivo di svuotarli della loro forza, indebolirli, rendendoli così vulnerabili,  fu quello che i Nativi chiamavano "acqua di fuoco".
L'espressione "acqua di fuoco" riferita ai Nativi Americani, indica storicamente quelle bevande di alcool forte che i mercanti e l'esercito dei bianchi usavano per indebolire le popolazioni indigene a partire dal XVI secolo.
Venivano spesso offerte o diluite in modo grossolano, e usate come merce di scambio dai mercanti, o come strumento di sottomissione durante le trattative dei territori.
L'impatto con l' alcool fu tragico per i Nativi, creando enormi problemi di dipendenza e devastazione sociale all'interno delle loro comunità.

Questa introduzione è utile per capire come sia stato possibile annientare un popolo così fiero e spiritualmente forte.
Per similitudine pensiamo a come a volte sia facile contaminare e rendere dipendenti, con sostanze stupefacenti, i giovani sempre più giovani dei giorni nostri.
Ma questo è un altro argomento.

Questa introduzione l'ho trovata necessaria per poi proseguire con uno dei tanti racconti dei Nativi Americani che ho letto, dal titolo:
" L' Uomo del Gelo e il Messaggero della Primavera", che potrete leggere nel prossimo poste, insieme al messaggio psicologico che contiene.

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