L' amore raccontato da Battisti e il gosting di oggi
"Amarsi un po' è come bere.
Più facile è respirare.
Basta guardarci e poi
avvicinarci un po'
e non lasciarsi mai.
Amarsi un po' è un po' fiorire.
Aiuta sai, a non morire.
Senza nascondersi, manifestandosi, si può eludere la solitudine.
Però volersi bene no,
partecipare è difficile quasi come volare.
Ma quanti ostacoli e sofferenze
poi, sconforto e lacrime
per diventare noi, veramente noi.
Uniti, indivisibili.
Vicini ma irraggiungibili.
Però volersi bene no,
partecipare è difficile quasi come volare"
...................
Sono le parole di una canzone di Lucio Battisti.
Si chiama: "Amarsi un po".
Perché ho trascritto le parole di questa canzone, piuttosto che quelle di un'altra?
Perché le sue canzoni sono tutte belle. Alcune indimenticabili.
Quindi non lo so perché questa.
Forse proprio per quel suo dire: "amarsi un po' ", poi però ascolti le parole e ti accorgi che invece è un amarsi tanto.
Che così è più facile respirare.
Che è un po' fiorire.
Che aiuta, sai, a non morire.
E capisci che è vero, che amarsi un po' è tanta roba se aiuta a non morire.
Perché al giorno d'oggi le cose sono cambiate.
Battisti cantava di amori che rispecchiavano quel periodo -il suo periodo- fatto di ideali estremizzati, di manifestazioni studentesche dove pulsavano cuori di ragazzi convinti che la Fantasia sarebbe davvero andata al potere, che la libertà di pensiero poteva diventare libertà di azione, ma dettate da intenzioni e desiderio di Pace.
Battisti non c'è più da tanto, e con la violenza che c'è in giro ora, sembra che nessuno sappia più amare. Neppure quel "po' " che aveva la capacità di aiutare a non morire.
Forse c'era meno ipocrisia.
Meno disponibilità a viversi amori fatti di abitudini.
Come dice quel verso: "però volersi bene no, è difficile quasi come volare".
Forse intendeva dire che barattare un amore che fa fiorire, con un volersi bene, con un' abitudine che mette al riparo da "ostacoli e sofferenze, sconforto e lacrime" non va bene, se si vuole diventare "noi, veramente noi".
Che significa crescere.
Vivere un sentimento in profondità e non a pelo d' acqua.
Oggi si parla tanto di "gosting".
Parola/comportamento che deriva dall'inglese Ghost ovvero fantasma.
Perché è questo che diventa chi lo pratica: un fantasma.
Cos'è esattamente il gosting?
È l' interruzione brusca e totale di ogni forma di comunicazione con un'altra persona (partner, amico, corteggiatore, conoscente) che scompare improvvisamente senza dare spiegazioni, e ignorando qualsiasi tentativo di contatto.
È una pratica molto diffusa nell'era digitale.
Non ci si "mette la faccia", quindi, decisamente poco coraggioso ma soprattutto poco corretto e un po' vigliacco.
Vediamo le caratteristiche di chi adotta questo comportamento:
- Solitamente parliamo di una persona con scarsa capacità di gestire il confronto, o le emozioni negative.
- Scarsa empatia nel comprendere il dolore che andrà a causare nell'altro con il suo comportamento.
- Volontà di terminare una conoscenza senza dover affrontare le reazioni o le richieste di spiegazione dell'altro.
Per chi lo subisce può essere molto doloroso, per il senso di rifiuto, che crea confusione e delusione del rapporto e della persona con la quale ci si relazionava, convinti ci fosse di base, fiducia e lealtà.
L' uso dei cellulari ha favorito "rivelazioni" dell' altro che probabilmente, prima, non si sarebbero scoperte né immaginate.
Un po' come scoperchiare un "vaso di Pandora" dal quale sono usciti lati dell' essere umano che fanno parte di quelle "zone d'ombra" che non sarebbero apparse alla luce di una quotidianità dove il confronto diretto con l'altro, per quanto duro, era una normalità senz'altro preferibile a questa via di fuga un po' meschina (vedi blocco di un numero ad esempio).
Si dice che il gosting sia soprattutto praticato da giovani e giovanissimi, ma per esperienza di lavoro, di storie che che mi vengono riportate dai pazienti, così come a livello di esperienza personale, anche gli adulti non ne sono esenti.
Tutto questo mi fa ripensare alle parole della canzone di Lucio Battisti con cui ho iniziato questo post quando scrive: " senza nascondersi, manifestandosi, si può eludere la solitudine".
Forse per questo, oggi, il senso di solitudine che mi viene raccontato è così tanto più profondo.
Che quel suo "amarsi un po", oggi, sarebbe immenso.
Perché aiuta a non morire.
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