Solitudine e Amore (seconda e ultima parte)
Sono qui per terminare, in questa seconda parte, l'argomento sulla solitudine in amore.
Prima di tutto vorrei iniziare con una correzione: la poesia di Pedro Salinas pubblicata ieri, nel post precedente a questo, non è intitolata: "E sto abbracciato a te".
Quel brano è in realtà la parte finale di una poesia più lunga, che vi proporrò oggi, dal titolo: "La voce a te dovuta".
Titolo che viene dato anche al libro che contiene la raccolta di 70 poesie dell'autore.
Per questo motivo oggi vi propongo detta poesia in tutta la sua intensa e splendida interezza, così da comprendere meglio lo stato d'animo che impregna ogni frase di ogni poesia d'amore scritta da Salinas: per l'appunto, il senso di solitudine.
"Il modo tuo d'amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché sia io a baciarle.
Mai parole, abbracci
mi diranno che esistevi,
che mi amavi, mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi:
ma tu, tu no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardarti, senza toccarti:
non debba mai scoprire
con domande o carezze
l' immensa solitudine di amarti solo io."
.......
Nel verso " e sto abbracciato a te senza chiederti nulla per timore che non sia vero che tu mi ami', c'è tutta la consapevolezza che la realtà potrebbe distruggere il sogno.
Che una domanda o un gesto di troppo, nella sua concretezza potrebbe farlo svanire.
Pedro Salinas esplora l'amore come fusione conflittuale tra il sentimento e la solitudine interiore che questo provoca.
Sembrerebbe un paradosso, un ossimoro, una contraddizione, che tutti però, almeno una volta nella vita, abbiamo incontrato e conosciuto.
La sua poesia spoglia l'amore di tutto ciò che è superfluo, banale, che non serve per arrivare all'essenza di due esseri, a volte distanti, che si cercano.
L'amore per Salinas è sempre un muoversi verso l'altro: è lui che si dà senza remore, senza calcolo né controllo, con il desiderio di lasciarsi andare, completamente, senza chiedere nulla.
Ma, nella realtà, c'è sempre quella paura che tanta aspettativa venga delusa.
Per questo motivo l'amante di Pedro Salinas non è mai completamente sicuro, ma perennemente in bilico tra pienezza e vuoto, tra estasi e ferite.
Dubbi che sono la conseguenza di un feroce, combattuto, e mai vinto, senso di solitudine.
Credo che nessuno come Pedro Salinas, riesca a rappresentare, ad esprimere attraverso le sue parole, e fare sentire "sulla pelle", la conclusione dell'argomento di questi due post.
Questa continua ricerca di quella intensità in grado di soddisfare il suo ideale d'amore, la possiamo trovare in tutti i brani delle sue poesie.
Una ulteriore conferma la troviamo in questo sotto riportato:
" Al di là di te ti cerco
non nel tuo specchio
e nella tua scrittura
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre."
È come se, in fondo, avesse consapevolezza che ciò che cerca nell'amore dell'altro è talmente irraggiungibile che lui stesso, nelle sue parole, afferma che ciò che cerca va: "di là, più oltre."
L' amara consapevolezza che quell' oltre che lui cerca, non può essere vissuto nella realtà ma solo nel sogno.
Ed è questa consapevolezza che non può accettare.
Che è proprio la ricerca di "quell'oltre" a creare in lui, e dentro di lui, quel senso di solitudine incolmabile.
Un vuoto che non gli permette di viversi con pienezza neppure l'atto fisico.
Che gli impedisce di goderlo anche mentre lo sta vivendo.
Così intensa quella sua idea ideale, da condannarlo ad una incolmabile e non risolvibile solitudine.
...............
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