La Sindrome di Peter Pan (prima parte)
Prima di affrontare la problematica della "Sindrome di Peter Pan", vorrei analizzare brevemente il percorso dell'opera teatrale di J.M.Barrie.
Per capire l'opera, che ha dato poi il nome alla sindrome, vi darò qualche informazione sul creatore del celeberrimo personaggio abitante dell' "Isola Che Non C'è."
Molto utile mi è stata l'introduzione di un piccolo testo, scritta da Francesco M. Cataluccio.
Il primo dei "bambini perduti" fu il secondogenito della famiglia Barrie, figlio prediletto della madre, che morì cadendo sul ghiaccio con i pattini, all'età di 14 anni.
Questo evento drammatico segnò profondamente e irrimediabilmente l'esistenza di Barrie.
Così, per consolare la madre, all'età di 7 anni sì sostituì al fratello in tutto.
Questo fece sì che, in qualche modo, James perse la sua infanzia, età che nella sua mente si trasformerà in una sorta di età magica, l' unica che valesse la pena di vivere
Sue infatti sono queste parole:
"Nulla di quanto ci accade dopo i 12 anni ha molta importanza per noi".
E ancora:
"L' infanzia è l'età gaia, innocente, e senza cuore".
E in modo più esplicito:
"Il terrore della mia infanzia era la consapevolezza che sarebbe venuto un tempo in cui anch'io avrei dovuto rinunciare ai giochi, e non sapevo come avrei fatto, (questo tormento mi torna ancora nei sogni quando mi ritrovo a giocare con le palline di vetro, e mi giudico con riprovazione)"
Idea comune è che Peter Pan incarni il rimpianto della irrazionalità dell' infanzia, dell'assenza di logica, e di qualunque responsabilità.
In realtà Peter Pan è il simbolo di un fenomeno che, iniziato già a metà del novecento, è cresciuto e continua a crescere in maniera quasi ossessiva, in una sorta di lotta contro il tempo, nella nostra società contemporanea.
Parlo della volontà ostinata di rimanere eterni bambini.
Il carattere che emerge dalla figura di Peter Pan è quella di un ragazzino che non sa differenziare la realtà dalla fantasia, che si ciba di favole, che segue la sua impulsività, che con la sua insolenza, i suoi scherzi, la sua imprevedibilità, manda in bestia il suo eterno nemico Capitan Uncino.
Peter non conosce la sua età, e quando gli viene chiesta Barrie gli fa pronunciare queste parole: " Non lo so, ma sono piuttosto giovane."
La sua ombra si stacca spesso da lui, Peter, creatura che nasce da un incrocio tra mito e fantasia.
La storia di Peter Pan ha raggiunto ogni bambino e adolescente in ogni parte del mondo.
Il significato del suo nome, del resto, è: "tutto".
Nome che riporta anche al dio Pan.
La madre di Barrie si aspettava da lui, per questa dedizione e grande responsabilità assuntasi a soli 7 anni dopo la morte del fratello, che diventasse presto adulto.
La consapevolezza di questa aspettativa da parte della madre, fece sì che Barrie si trasformasse in un bambino triste, di costituzione debole, un po' malato, con l' ossessiva paura di crescere.
Barrie inizierà a scrivere la commedia che lo avrebbe reso famoso agli inizi del marzo 1904.
Il testo teatrale -"Peter Pan or the Boy Who Would Not Grow Up"- fu corretto e perfezionato dall'autore, moltissime volte, per questo verrà pubblicato solo nel 1928.
Barrie prese spunto per le storie di Peter Pan, da cinque bambini con i quali trascorreva gran parte del suo tempo.
Questi cinque bambini erano i figli di una certa signora Sylvia du Murrier sposata ad un avvocato, ed è ai suoi bambini che riverserà il suo affetto.
Saranno loro ad ispirarlo per le avventure di Peter Pan.
Ma i bambini, crescendo, fecero tutti delle fini tragiche e precoci.
Forse per questo Barrie fa pronunciare a Peter Pan la frase:
"Morire sarà un' avventura grandissima."
La traduzione italiana del testo teatrale è:
"Peter Pan o il bambino che non voleva crescere"
Una Fantasia in Cinque Atti
di J.M. Barrie."
In realtà, per ciò che ho letto, credo che James M. Barrie abbia tratto ispirazione nel creare la figura di Peter Pan, forse consapevolmente o forse no, soprattutto da se stesso e dal suo desiderio, espresso in modo così esplicito attraverso le sue opere, di rimanere bambino.
Il sogno di potere vivere rimanendo fermo all'età dei 12 anni.
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Nel prossimo post tratteremo in chiave psicologica la "Sindrome di Peter Pan".
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