La nube che copre il sole

 


Io ho sempre amato i libri, in modo quasi viscerale.
Leggo da quando ho imparato a farlo.
Dalle storie per bambini a quelle per adolescenti, poi quelle per ragazzi/e, infine quelle per giovani già abbastanza adulti per immergersi in tante narrazioni diverse.
Era bello anche notare la diversità di stile di autori di altre nazionalità, perché c'è differenza nel loro modo di esprimersi, almeno io l'ho sempre percepita.
Un po' come nei film, dove la leggerezza dei francesi è diversa da una certa drammaticità di noi italiani, indipendentemente dalla trama.
E della lettura ho sempre amato le descrizioni che, come pennelli intrisi di colori dalle infinite sfumature, dipingevano le particolarità dei personaggi, degli ambienti, dei tanti paesaggi.
E con gli occhi della fantasia riuscivo a "vedere" tutto. Ogni cosa.
E poi mi catturava quella capacità di trasmettere sentimenti, stati d'animo così vari, solarità o freddezza, rigidità o dolcezza, differenze caratteriali.
Spesso, nello scegliere un libro, venivo attirata soprattutto dal titolo e -da quello- leggevo poi la sinossi, e se quella prima fascinazione continuava, allora lo compravo.

Un esempio? Bè... ecco:
"Maudi che camminava sull'aria" di Robert Schneider.
Non è un titolo incredibile, che cattura la fantasia?!
Così lo presi dallo scaffale della libreria, lo sfogliai, e lessi la sinossi, quella che c'è al lato interno della copertina.
C'era scritto così:

"Chi è uno che cammina sull'aria?"
- uno che cammina sull'aria è una persona che ascolta solo il proprio cuore.
- E poi?
- Non ubbidisce a nessuno al mondo.
- Giusto, Maudi. E poi?
- Mah. Uno che cammina sull'aria è uno che fa quello che vuole.
- Sì. Ma manca ancora qualcosa.
- Mmmh.
- Uno che cammina sull'aria non ha mai, mai, mai paura.
- Bravissima! Uno che cammina sull'aria non ha paura di niente e di nessuno.
Soprattutto di sé stesso, e ascolta sempre il suo cuore, e che può ... può... può... bè ?
- Camminare nello spazio!
- Bravissima! Camminare nello spazio.
.......
Ecco.
Era un mio sogno di bambina camminare nell'aria insieme a Peter Pan. Che era poi volare.
Dove io ero Campanellino.
La cosa buffa, o meglio strana, che quando lavoravo in ospedale in pediatria, molte giovanissime pazienti mi chiamavano "Trilli" perché, dicevano, ero capace di regalare un pensiero felice.
Ma questo non c'entra con il discorso che voglio fare, di cui voglio parlare ai ragazzi: l' importanza di leggere.
Leggere di tutto, in particolare di mondi che non ci appartengono.
O di sogni.
Di Isole che non ci sono ma che ci vengono raccontate, ed è per questo che dobbiamo vederle con gli occhi della Fantasia.
E di camminare nello spazio, dove lo spazio è quella capacità di "camminare nell'aria" con la propria fantasia.
E se sai camminare nell'aria puoi spostarti ovunque.
È questa l'immensa opportunità che la lettura di romanzi, racconti, avventure, magie, e sogni, ci regala: l'abitudine, che diventa capacità, di immaginare, di esercitare così la propria fantasia e la propria creatività.
Tutte cose che la tecnologia di oggi ha tolto, irreversibilmente.
Perché mostra già tutto ciò che racconta, perché con un click ti dà già le risposte, perché non ti permette di esercitare niente che appartenga solo a te, quella capacità di immaginare che è solo tua, ed è diversa da quella di chiunque altro.
Leggere è interpretare ciò che viene raccontato e descritto con la propria mente, il proprio cuore, la propria sensibilità, la propria capacità di camminare e viaggiare -appunto- nell'aria.
Ora le risposte sono già predefinite, prefabbricate, standardizzate, quindi uguali per tutti.
E la curiosità piano piano si spegne.
E con lei la voglia di uscire da quella stanza che diventa prigione, il rischio enorme di smettere di vivere le infinite possibilità che la vita ti offre è lì, dietro l'angolo.

Uno dei tanti rischi di questo spegnersi della curiosità e degli interessi lo ritroviamo nelle patologia comportamentale chiamata Hikikomori.

Non perderti gli altri post del nostro Blog, clicca su "segui" alla Home Page e diventa un nuovo follower!




Commenti

Post popolari in questo blog

Quell'assoluto degli amori che non si consumano

Solitudine e difficoltà di comunicare. I sogni che rivelano

Vincent Van Gogh e le sue Notti Stellate - Parte 2