Ancora sulla Solitudine: Solitudine e Amore (prima parte)


Sono qui.
Eccomi di nuovo con voi, per "parlare" insieme a voi.
Perché voglio riprendere un argomento già trattato, ed entrare ancora una volta con voi nel mondo della solitudine.
Un po' perché è un argomento che mi è caro.
Un po' perché mi sono resa conto che è caro a molti.
E altro motivo, ultimo ma non ultimo, perché nella mia professione di psicologa clinica l'affronto quasi giornalmente con i miei giovani pazienti, ma anche con quelli meno giovani
La differenza è che i giovanissimi vengono devastati da questo stato d'animo che non dovrebbe appartenere alla loro età.
Che, o li fa richiudere come ricci, di quelli talmente ricchi di aculei che in natura non esistono neppure.
Quegli aculei che, come ricci, fanno emergere e spuntare fitti, per ricoprirsene e diventare così intoccabili.
In altri casi, in chi non lo accetta, lo stesso stato d'animo fa estremizzare in atteggiamenti di irruente violenza, pur di fare parte di un gruppo a cui appartenere e non rimanere, così, isolati.
Negli adulti tutto è decisamente più silenzioso, schivo, volutamente non esternato agli altri, fino a divenire un percorso di faticosa accettazione.
Ma ci sono tanti tipi di solitudine.
Per meglio dire, la solitudine è uno stato d'animo ben preciso e ben definito, ma le motivazioni che lo provocano sono molteplici.
È da queste differenze, da questa molteplicità, che possiamo notare comportamenti, atteggiamenti, e modi di viverla ed esprimerla, molto diversi tra loro.
Voglio riproporre, anche questa volta come avvenuto per l'ultimo post, una poesia.
Non ha assolutamente la crudezza di quella che ho utilizzato per parlarvi dell'abbandono da parte di una figura genitoriale ma, a modo suo, è altrettanto toccante e forte nella sua capacità di fare arrivare la paura di venire abbandonati.
Se questo timore si verificasse, la conseguenza sarebbe un inevitabile senso di solitudine.
In questa poesia viene descritta, in maniera mirabile, il timore che il proprio sentimento d'amore sia illusorio, non ricambiato, non come il proprio, non altrettanto intenso e profondo, con la consapevolezza che questa verità darebbe luogo a una solitudine infinita.
La poesia si intitola:
"E sto abbracciato a te" di Pedro Salinas.

..............

" E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu mi vivi e mi ami.

E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.

Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io. "

( Pedro Salinas )

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