4 Marzo 1943

 


4 MARZO 1943.

Era la sua data di nascita, quella di Lucio Dalla.
E il titolo di una sua bellissima canzone.
Ci saranno già tanti articoli oggi su di lui, ma io non scrivo articoli, non sono nessuno per farlo, quindi posso dedicargli solo un pezzetto di cuore in questo mio blog.

Mi sono sempre chiesta perché, spesso, si sente parlare bene delle persone solo quando muoiono. Anche quando non erano proprio così positive.

Ma per Lucio NO.
È tutto vero.
Ogni parola detta per lui, per ricordarlo, in suo onore, è valida, sincera, viene proprio lì, dal battito che nasce da quel muscolo posto dentro il centro del petto, un po' spostato a sinistra.
Da cui forse hanno vita anche le emozioni, o forse no, ma che importa: l'essere umano crede che nascano da lì, ed è ciò che conta.

Io sono cresciuta con Dalla.
Sì, perché la mia scuola era vicina alla sua abitazione, e soprattutto perché da ragazzina, diciamo dai 14 ai 17-19 anni, al pomeriggio passeggiavo sempre, avanti e indietro, sotto il Pavaglione con le mie amiche.
Era quello il modo di incontrare altri compagni di scuola, gli amici, o la possibilità di fare nuove conoscenze.
Sì, perché se eri carina, i ragazzi ti fermavano per invitarti alle feste!

Era lì che vedevo sempre Lucio Dalla passeggiare con qualcuno: sotto il "Pavaglione", quel tratto di strada in pieno Centro Storico che fiancheggia Piazza Maggiore, la stessa diventata famosa con la sua canzone "Piazza Grande".
Quello stesso Pavaglione che fa parte degli infiniti "Portici" che incorniciano, come in un quadro prezioso, tutto il Centro Storico di Bologna, e proclamati nel 2021: "Patrimonio dell' Umanità UNESCO".

Amo profondamente la mia città.
Non desidero la mia vita in un'altro luogo.
Ed è impossibile per me non associare Dalla alla mia città, che poi è anche la sua.
Così viene normale usare quel "è", al presente.
Vivo Bologna per la città fantastica che è, a 360 gradi certo, ma è inevitabile per me associare Lucio alla mia vita.
Lui è la persona che incontravo ogni giorno mentre andavo a scuola, e che poi rincontravo al pomeriggio nelle giornate piene di risate tra ragazzine adolescenti.
Lui è legato a un momento unico in quel periodo della vita unico per allegrie e sofferenze, sempre mescolate, sempre in alternanza, tra riso e pianto.
Dalla è Bologna, certo.
Ma è la mia Bologna, quella che per ognuno di noi, in quel periodo, era diversa a seconda dell'età che aveva in cui l'ha vissuta.
Ho tutti i suoi cd, e anche i primi LP.
Ricordo una canzone che le mie sorelle più grandi avevano comprato, e che a me faceva ridere per quel buffo titolo: "paff boom"!
Doveva amare profondamente questa città Lucio.
Perché per scrivere, come in "Dark Bologna": "Bologna sai mi sei mancata un casino", che già dall'autostrada vede lontane le luci di San Luca, che mentre guida per arrivare sente fame, ma aspetta di arrivare per mangiare una pizza da Altero... bè, questa è la "bolognesità" dei suoi abitanti!
Quelli che hanno depositato testa, cuore, pancia, all'ombra delle "Due Torri".
Grazie Lucio.
Grazie perché, mentre ti ascolto ormai adulta, mi fai ricordare quei giorni felici e tempestosi.
Grazie per farmi ricordare quanto io ami la mia città mentre ascolto canzoni come: "Dark Bologna" o "Piazza Grande".
Grazie per canzoni come "Anna e Marco" , "Com'è Profondo il Mare" quest' ultima legata ad una estate irripetibile trascorsa alle Eolie. Quando insieme a tanti amici, la ascoltavamo sdraiati su una spiaggia piccola lambita da un mare immenso.
O, ancora, "Ciao" che piaceva tantissimo alla mia mamma, che la canticchiava durante una Festa di Fine Anno insieme ad un'altra canzone: "L' Anno che verrà".
Ora che non c'è più, mentre le ascolto penso subito a lei.
Perché è questa la capacità di un artista immenso: quella di fare associare con la sua canzone momenti apparentemente dimenticati, ma che appena le ascolti, illumina la memoria come un lampo in una stanza buia.
E allora, ancora grazie Lucio♥️

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