Alla ricerca di sè

 

Eccomi qui, di nuovo tra voi❤️


Credo di avervi già accennato, in un altro post, una frase tratta da un piccolissimo libro di 30 pagine dal titolo: "Il Racconto Dell' Isola Sconosciuta", scritto da José Saramago.

Ecco, volevo proporvi alcuni brani presi qua e là da questo strano, particolare, brevissimo racconto, dove si parla della ricerca di un'isola sconosciuta.

Vi dirò come ho vissuto io questo racconto da cui ho estrapolato le frasi per me più significative ed importanti, per arrivare all' interpretazione che io gli ho dato.
Non so se sia stata l'intenzione che l'autore voleva dare a questa narrazione che in realtà assomiglia più a una fiaba ma, per una volta, voglio seguire il "mio" pensiero e il mio istinto, senza dare una lettura prettamente psicologica.

Ecco le frasi che ho scelto:

- Un uomo andò a bussare alla porta del Re e gli disse, "Datemi una barca".

- "E voi a che scopo volete una barca, si può sapere", fu quello che il Re gli domandò.

-"Per andare alla ricerca dell' Isola sconosciuta", rispose l' uomo.

- "Che isola sconosciuta", domandò il Re con un sorriso malcelato.

-"L' isola sconosciuta, ripeté l'Uomo.
Voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò.
Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei.
Che bisogna allontanarsi dall' isola per vedere l' isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi".

(Secondo il Re però l' isola sconosciuta è qualcosa che non esiste, non è che un' idea della nostra mente.
I geografi del Re sono andati a controllare sulle carte geografiche e hanno dichiarato che isole da conoscere non ce ne sono più da un sacco di tempo).


- "Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Sono tutte sulle carte", disse il Re.

-"Sulle carte geografiche ci sono solo le isole conosciute".

-" E quale é quest'isola sconosciuta di cui volete andare in cerca", chiese il Re.

- "Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta".

...............

Vi chiederete perché vi ho riportato questo dialogo tra il Re e l' Uomo che gli chiede una barca per andare alla ricerca di un'isola che non compare su nessuna mappa.

Ecco, l'ho fatto per mettere a fuoco l'immensa differenza tra i due personaggi.
L' assoluta incredulità del Re, che si fa gioco per ciò che ritiene una ingenuità dell' Uomo in una ricerca per lui inutile, vana, ridicola.
La ricerca di qualcosa che non si conosce, che non ha riscontri, che quindi esiste solo nella sua testa perché "sconosciuta".
In contrapposizione troviamo un Uomo con una fiducia così assoluta che diventa quasi certezza.
Quella fiducia data dall' entusiasmo per la ricerca di questa isola proprio perché Sconosciuta.
Con quella spinta vitale che dà la curiosità e la voglia di cercare per conoscere.
Di scoprire ciò che ancora non sappiamo e non vediamo.

Come troviamo scritto nel retro della copertina:

"L' isola sconosciuta è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta bene saldo nel cuore di ognuno di noi."

Io, però, farei una distinzione tra chi crede nella propria fantasia e nei propri sogni, che non desiste mai nel cercare di raggiungerli per realizzarli, e chi si richiude nelle proprie abitudini o, come si dice oggi, nella propria "confort-zone".
Adagiandosi, o accontentandosi, di una routine priva di rischi ma spesso avara di vere emozioni.
Un po' come i due protagonisti del racconto così diversi tra loro:
l' Uomo che chiede una barca, e il Re che lo deride perché non capisce a cosa possa servire una barca per andare alla ricerca di un' isola che non figura in alcuna mappa, di conseguenza, inesistente perché sconosciuta.

Il racconto è quindi un' allegoria sulla necessità di superare l'incertezza, gli eventuali rischi, le possibili delusioni, pur di realizzare i propri sogni.
Scoprire chi siamo, e qual è la nostra "isola".
Lasciare le certezze del conosciuto e intraprendere un viaggio alla ricerca di noi stessi.
È questo il vero "viaggio" della vita.
Non accontentarsi di ciò che è già "mappato" come nelle carte geografiche del Re.
Come scrive la fiaba: "bisogna allontanarsi dall' isola per vedere l'isola."
Alla fine la barca viene concessa dal Re e "prende il mare", simboleggiando così la ricerca di sé stessi.

Credo anche, o meglio voglio crederci fortemente, che sia vera anche l' ultima parte della frase nel retro copertina, e cioè che quel luogo mobile che compare e scompare sulle carte: "sta bene saldo nel cuore di ognuno di noi."

Lo stile di José Saramago è inconfondibile per l'assenza di una punteggiatura tradizionale, che riesce così ad aumentare la fluidità della narrazione.

.............

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