Post di chiusura su Amicizia, Delusioni, Falsi ricordi
Chi ha letto il mio ultimo post, ma soprattutto chi mi conosce tra quelli che lo hanno letto, forse può avere intuito perché è da un po' che non scrivo.
In ogni caso, per chi non lo avesse letto, ve lo consiglio per potervi facilitare alla comprensione di questo.
Il motivo del mio momentaneo silenzio è stato provocato da quella delusione ricevuta da una persona che ho ritenuto amica, ma che poi -attingendo alle mie nozioni sul "falso ricordo"- sono riuscita a ricostruire nel suo percorso con più realismo.
Ma, come ho detto all'inizio, tutto questo potete leggerlo, nel post che precede questo.
Valutare quel rapporto nella sua realtà oggettiva è stato fondamentale: non vera amicizia ma una conoscenza amicale.
Ciò non toglie che per il mio carattere fiducioso e di conseguenza vulnerabile a questo tipo di delusione, anche se fortemente ridimensionata, qualcosa nel mio "dentro" era rimasto un po' "sbucciato".
Per detto motivo, forse, guardando tra i miei tanti libri, l' attenzione si è focalizzata su di un piccolissimo volume della casa editrice "Adelphi" dal titolo " L' Arte Di Farsi Rispettare", di Arthur Schopenhauer.
Sì, perché credo di avere già ripetuto tante volte che per come sono, per ciò che si agita sempre nella mia testa e nel mio animo, ciò che ritengo di prioritaria importanza è l'Amicizia e il Rispetto.
Non necessariamente in questa sequenza, perché ugualmente di fondamentale importanza.
In ogni caso, per me, l' una include l'altra: non può esserci amicizia senza rispetto.
Riporto, esattamente da come scritto nel libro di Schopenhauer, la Massima n.1:
"L'onore è l'opinione che gli altri hanno di noi, cioè l'opinione generale di coloro che sanno di noi; più precisamente è l'opinione generale che coloro che ci conoscono hanno del nostro valore sotto un aspetto che va preso in seria considerazione, e che determina i diversi generi dell'onore. In questo senso si può definire l'onore come il rappresentante del nostro valore nei pensieri altrui."
Vado a tradurre, per rendere più comprensibile e semplice il ragionamento, con la nota del libro a fondo pagina:
"A persone inesperte può risultare difficile distinguere l'esistenza di pensieri estranei dalla possibilità del loro influire su di noi: esse credono che sia proprio l'opinione altrui in sé a starci sempre così a cuore, come in effetti sembra. Ma questo lo si deve esclusivamente al fatto che l'opinione degli altri ne guida l'agire e la condotta nei nostri confronti."
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Ecco, personalmente preferisco -per quanto di mio interesse in questo caso- sostituire il termine "onore" con "rispetto".
Cioè, forse nel periodo storico di Schopenhauer, onore e rispetto erano interscambiabili tra loro, ma è solo una mia teoria che non so se esatta.
Quello che so è che ai giorni nostri, perlomeno per come la vedo io, sono due termini con significati diversi.
Il termine che desidero prendere in considerazione è "Rispetto".
Tengo al rispetto più che a qualunque altro comportamento.
Io cerco di darlo sempre, in prima conoscenza, da subito, come la forma più corretta per relazionarsi.
È quasi impossibile per me non dare rispetto perché, se per qualche motivo ho commesso un errore di valutazione non lo tolgo, ma più semplicemente, smetto immediatamente qualunque tipo di frequentazione.
È la mia modalità, sicuramente un meccanismo di difesa per proteggermi, e nello stesso tempo evitare di ferire -a mia volta- chiunque lo abbia fatto a me.
Questo per non rischiare, per reazione, di usare la stessa modalità comportamentale di ciò e di chi critico.
Il motto "occhio per occhio" non fa per me: sparisco e basta.
Tutto quanto scritto, come già detto, si riallaccia al post precedente che ho citato, con la convinzione che spesso parole e critiche sgradevoli, perché esagerate, o esternate in modo puntiglioso, a volte un po' egocentrico o arrogante, potrebbero essere evitate o limitate per dare possibilità a una maggiore comprensione reciproca.
Ho descritto questa mia esperienza personale perché sono convinta possa essere utile a tutti valutare, o rivalutare, quei rapporti che spesso riteniamo reciproci, in modo più oggettivo.
Questo per non essere troppo esposti a delusioni e vulnerabili.
Riprenderò a interagire con chi mi segue nella modalità che ormai conoscete: che siano fiabe, racconti, piccole lezioni di psicologia, o consigli riguardanti appuntamento problematiche psicologiche.
Ovviamente per chi vorrà continuare a leggermi, e perché no, anche arricchire il blog di nuovi lettori.
Quindi un "a presto" a tutti voi!
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