Uomini e Topi (un racconto, un consiglio per come vivere insieme con serenità)

 


Un giorno i topi si riunirono in assemblea in una cantina per discutere di un fatto di estrema importanza.
Nel vicinato era comparso un gatto, non uno come gli altri, ma di estrema furbizia e di corporatura enorme.
Questa specie di belva domestica mieteva vittime a tutt'andare, e il mondo dei topi era sprofondato nel panico. Bisognava trovare un rimedio!
Il presidente dei topi suonò il campanello per ottenere silenzio e iniziò a parlare: " amici, ho un' idea che mi pare estremamente brillante, come spesso mi capita. L' unico modo di difenderci da questo mostro che ci tormenta le giornate è procurarci un campanellino e attaccarglielo al collo, così ogni volta che si avvicinerà, noi potremo sentirlo in anticipo e scappare.
Cosa ne pensate? "
L' idea fu accolta da un coro di ovazioni e di complimenti per un' idea così geniale.
Allora un piccolo topo grigio si alzò e disse: " io offro il nastrino per legare il campanello al collo del gatto!"
"Io -disse un altro topo- offro il batocchio!"
"E io il campanello" aggiunse un terzo.
Ma , in mezzo a tanto giubilo, si fece avanti un vecchio e saggio topo, che chiese al presidente il permesso di parlare.
"Amici miei, disse il saggio, la difficoltà non sta nel procurare gli oggetti che servono, perché io li possiedo tutti e li posso dare con piacere.
La vera immensa difficoltà sta nel legare il campanello al collo del grosso gatto! Chi di voi si offre in questo atto coraggioso che salverebbe tutti noi?"
Un silenzio assoluto seguì a queste parole, poi in quel totale silenzio, senza dire una parola, si allontanarono tutti, uscirono dall'aula, e tornarono alle loro case.
Il progetto, come si può immaginare, fu abbandonato e mai più neppure nominato.
E il gatto, come altrettanto facile immaginare, continuò la sua opera distruttiva, peggio di prima, e indisturbato.
...............

Non c'è una interpretazione che riguardi una patologia psicologica in questa piccola fiaba, perché non c'è nulla di patologico.
No, quello che vuole essere messo in luce è piuttosto un comportamento spesso ricorrente e generalizzato di tanti, se non di tutti nel corso della propria vita.
Parlo di quello della critica e del lamentarsi di una situazione che viene vissuta con ansia, perché giudicata ingiusta, prevaricante, se non addirittura pericolosa, ma che -se analizzata con oggettività- alla fine la si ritrova risolvibile, e quindi, superabile.
Questa capacità di valutare i fatti senza enfatizzare, ha il "risultato/premio" di ridimensionare la gravità delle motivazioni che creano l'ansia. In questo modo la si può abbassare fino alla sua completa eliminazione.
Ho scelto di proporvi questa piccola fiaba che rispecchia una situazione contenente appunto questa problematica, perché la trovo graziosa nella sua apparente semplicità.
La finalità è di sdrammatizzare argomenti a volte presentati in modo gravoso, dandogli la leggerezza dei protagonisti: quella di piccoli topi che si riuniscono in assemblea per trovare una soluzione alla presenza di un grosso, feroce, furbissimo gatto, che minaccia la tranquillità della loro quotidianità.
La soluzione trovata da uno dei topolini, e cioè mettere al collo del gatto un sonaglio capace di avvisare il suo arrivo, viene trovata brillante ed accolta con entusiasmo per la soluzione del problema.
Quando però il vecchio e saggio topo chiede all'assemblea chi di loro si propone per mettere il sonaglio attorno al collo del feroce gatto, dopo un silenzio di tomba, ogni topo si allontana senza proferire parola, tornando alla propria vita.

Quante volte l'essere umano si lamenta di mille problematiche che interferiscono con la possibilità di raggiungere un maggiore benessere.
Parlo di fatti e situazione importanti, ma anche di piccole cose che richiederebbero un minimo sforzo, di un atto di buona volontà, di voglia e predisposizione nel mettersi in gioco per il benessere di tutti.
Che significa mettere da parte pigrizia ed egoismo, soprattutto fare tacere quella vocina interna che dice: "perché proprio io?"
Nella vita ci vuole coraggio ma soprattutto coerenza, e perché no, anche un pizzico di generosità e il piacere di rendersi utili per il bene comune.
Potrei parlare anche delle tante figure politiche che si rimpallano problematiche e soluzioni.
Che spostano tra loro la responsabilità e il dovere di "chi" dovrebbe avere la funzione di mettere un po' d'ordine al quel tanto, o troppo, che non funziona.
È come per il gatto verso cui tutti i topi puntano il dito, ma alla proposta di una soluzione fattibile, tutti smettono momentaneamente di lamentarsi per tornarsene a casa.
Ma il gatto non se ne andrà.
Continuerà a creare danni. Continuerà a prevaricare i topi, ad aumentare ansia, timore, e una quotidianità fatta di insoddisfazione e stress.
Forse esiste una soluzione molto semplice, sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vede o vuole vedere.
Collaborare insieme, mettendo da parte interessi personale, per fare sì che quel gatto si possa addomesticare a una minore violenza e ad una maggiore tolleranza reciproca.

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