Verità e Libertà


Ormai ascoltare/vedere le notizie che arrivano da telegiornali e programmi di informazione, è come assistere a eventi di una vita "fuori controllo".
Nessuno protegge nessuno.
La giornalista che ha rivolto una domanda, assolutamente lecita, a un abitante di Crans-Montana sui proprietari del locale Constellation, è stata colpita da questi da un getto d'acqua gelata.
Un'azione che, in un luogo con una temperatura di 10 gradi sotto zero, poteva avere conseguenze gravi per la giornalista.
Ho già scritto, precedentemente, che impedire il lavoro informativo ai giornalisti, con minacce e con fatti, è togliere la libertà alla verità.
Come esempio, ho associato questi fatti allo "spuntare le ali" ad un uccello: non potrà più volare.
Così è ingabbiare l'informazione: se non è libera non vola.
Il rischio è di diventare come certi uccellini che, dopo anni di sbarre, anche se apri la gabbia rimangono dentro .
.............


Altra intrusione della libertà, ma questo è assolutamente una mia opinione, è l'azione di estrema prevaricazione attuata verso una famiglia Australiana.
"La Famiglia nel Bosco" come ora la chiamano tutti.
Magari il fatto che vivessero in mezzo ad una natura così isolata, non è ritenuto corretto.
Sicuramente non usuale, anomalo e non condivisibile.
Ma, per quanto ne so io, era una famiglia felice.
Che non pesava né arrecava danni a nessuno.
Che non chiedeva niente, né viveva di elemosina.
I bambini, così almeno ho letto, erano assolutamente socievoli, senza atteggiamenti di isolamento, o di timore verso gli altri.
Unico elemento a sfavore, in maniera evidente, è la mancanza di scolarizzazione dei bambini.
Sono, in ogni caso, bambini ancora piccoli: la più grande ha 8 anni, i minori (gemelli) 6.
Il recupero, riguardo questa problematica, non così difficile quindi: sicuramente non come la soluzione trovata da chi ha gestito questo caso fatto diventare di interesse nazionale.
Di una gravità tale, da richiedere l' allontanamento immediato dei bambini dai genitori.
Una separazione tanto rapida quanto crudele.
Nessun contatto neppure durante le festività del Natale!
Ovviamente tutto questo ha inevitabilmente arrecato conseguenze: i bambini hanno sviluppato un senso di colpa così forte, da provocare in loro un'aggressività che si auto infliggono con violenza, picchiandosi.
Sfogano la loro frustrazione, per qualcosa che non riescono a comprendere, colpevolizzandosi.
Io ho lavorato per diversi anni nella pediatria di un grande ospedale.
Per la precisione in una neuropsichiatria infantile.
Non faccio nomi, né periodo in cui ho lavorato in questo ambito, perché non è questo il punto.
Posso dire però, senza timore di essere smentita, di avere ascoltato storie dolorose, assenze di figure genitoriali non per morte, ma per poca cura, fino ad abusi sessuali.
Le conseguenze sulle giovanissime vite che seguivo molto gravi.
Conferme di ciò che ho incontrato venivano da disegni, pensieri scritti, fiabe, che facevo eseguire per non appesantire "confessioni" che -richieste direttamente- avrebbero ottenuto solo un silenzio assoluto e totale.
Ma, un po' alla volta, con "strategie" necessarie per non provocare maggiore sofferenza e sensi di colpa, riuscivo ad ottenere risposte per arrivare al racconto della verità.
E, a differenza degli uccelli, "le ali" danneggiate dei bambini tornavano abbastanza forti, e dare così libertà al volo.
Allora mi e "vi" chiedo: non è molto ma molto più "sano", e libero, e pulito, e istruttivo, e bello, il modo di vivere della famiglia Australiana così ferocemente "punita" con la separazione dei genitori dai figli, rispetto ai casi -fortunatamente non così frequenti- che ho incontrato nella mia professione?!
Ecco, tutto qui.
Vorrei che ognuno si interrogasse su questa domanda, e si desse una risposta.
Riflettendoci, in maniera seria e profonda.

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