Riflessioni sull'aumento degli atti suicidari nei minori
Tra le tante newsletter che mi arrivano, sia dal mio Ordine che da Scuole di Specializzazione, Centri che organizzano corsi, ed altro, c'è una notizia che mi ha coinvolto a livello emotivo in modo più profondo di altre.
Per la precisione riguarda l'argomento del suicidio, dai bambini agli adolescenti.
Le misure restrittive durante la pandemia Sars-CoV-2 hanno avuto un peso notevole sulla salute mentale di questa fascia d'età.
Per fare fronte a queste emergenze, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha predisposto un servizio dedicato all'assistenza per autolesionismo e prevenzione del suicidio in età evolutiva, in collaborazione con l'ASL del Lazio.
I dati raccolti dal Bambino Gesù tra il 2011 e il 2018, segnalano un aumento di 20 volte il numero delle consulenze effettuate in urgenza da neuropsichiatri dell'Infanzia e dell' Adolescenza.
Per una maggiore precisione e comprensione differenzio tra:
1)comportamenti suicidari
2)ideazione suicidaria
3) tentativo di suicidio.
- Il primo comporta sia i gesti, che i tentativi, che il portare a termine.
- La seconda è l'insieme dei pensieri e della pianificazione.
-Il terzo ed ultimo sono quelle azioni autolesionistiche che possono portare alla morte.
L'argomento, particolarmente doloroso per noi adulti in generale, e in particolare chi facente parte della sanità, deve fare riflettere in maniera profonda, senza mai sottovalutare parole e gesti in un'età così vulnerabile e delicata.
In particolare in questo periodo storico, dove è documentato che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni.
L'autolesionismo in Europa riguarda 1 adolescente tra 5.
L'abbassarsi ulteriore dell'età in cui vengono agiti questi pensieri suicidari, in concomitanza della post pandemia, deve renderci ancora più attenti al disagio dei minori, che siano bambini o adolescenti.
Un disagio può essere profondo, anche senza apparente motivo, né particolari comportamenti che possano creare allarmismi.
Segnali che sarebbero fondamentali ad anticipare ed evitare -con interventi psicologici o psichiatrici- conseguenze così tragiche e devastanti.
Oltre agli inevitabili sensi di colpa che segneranno per sempre la mente e l'anima di un genitore.
................
Come si legge nel manuale MSD questi sono fattori di rischio:
-Un evento stressante può scatenare un comportamento suicidario in bambini affetti da depressione.
-Possono essere depressi, ansiosi, isolarsi, parlare di argomenti di morte, mostrare un'alterazione improvvisa del comportamento.
-Familiari e amici devono prendere sul serio tutte le minacce di morte e i tentativi di suicidio.
-Gli operatori sanitari devono stabilire la gravità del rischio di suicidio.
-Il trattamento può includere il ricovero se il rischio è elevato.
-Il suicidio è raro nei bambini.
Diventa più comune durante l'adolescenza, in particolare tra i 15 e i 19 anni.
Gli eventi Stressanti sono tanti e vari:
-morte di una persona cara.
-suicidio nell'ambito scolastico o tra amici.
-perdita del ragazzo o della ragazza.
-trasferimento dagli ambienti familiari ( scuola o residenza)
-essere oggetto di bullismo.
............
Come detto, solo raramente inducono ad un comportamento suicidario se non sussistono altri problemi di base come: disturbo da uso di alcol, sostanze stupefacenti, scarso controllo degli istinti.
Rivolgere domande dirette sui pensieri suicidari ai bambini a rischio, può portare alla luce problemi importanti che contribuiscono allo stress.
Individuare questi problemi, e prevenire, può aiutare ad intervenire con successo.
Oltre ad un ambiente che offra sostegno e protezione: in primo luogo la famiglia, ma anche la scuola , ed altre situazioni sociali che promuovano il rispetto dell'individuo e delle differenze razziali e culturali.
Ecco, credo di avere riportato le informazioni principali.
Al di là di tutto ciò che ho scritto, personalmente ritengo che la cosa in assoluto più importante e fondamentale, sia " l'ascolto ".
Ascoltare ciò che i bambini e i ragazzi vogliono dirci.
Ascoltarli sempre quando vogliono parlarci di qualcosa che per loro è importante.
Ascoltarli: sia quando vogliono parlare sia quando stanno in silenzio.
Perché non è una contraddizione la frase: "ascoltare i loro silenzi".
Sono quelli che a volte dicono più di mille parole.
Per questo motivo voglio terminare con una bellissima frase del musicista Ezio Bosso:
Per la precisione riguarda l'argomento del suicidio, dai bambini agli adolescenti.
Le misure restrittive durante la pandemia Sars-CoV-2 hanno avuto un peso notevole sulla salute mentale di questa fascia d'età.
Per fare fronte a queste emergenze, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha predisposto un servizio dedicato all'assistenza per autolesionismo e prevenzione del suicidio in età evolutiva, in collaborazione con l'ASL del Lazio.
I dati raccolti dal Bambino Gesù tra il 2011 e il 2018, segnalano un aumento di 20 volte il numero delle consulenze effettuate in urgenza da neuropsichiatri dell'Infanzia e dell' Adolescenza.
Per una maggiore precisione e comprensione differenzio tra:
1)comportamenti suicidari
2)ideazione suicidaria
3) tentativo di suicidio.
- Il primo comporta sia i gesti, che i tentativi, che il portare a termine.
- La seconda è l'insieme dei pensieri e della pianificazione.
-Il terzo ed ultimo sono quelle azioni autolesionistiche che possono portare alla morte.
L'argomento, particolarmente doloroso per noi adulti in generale, e in particolare chi facente parte della sanità, deve fare riflettere in maniera profonda, senza mai sottovalutare parole e gesti in un'età così vulnerabile e delicata.
In particolare in questo periodo storico, dove è documentato che il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni.
L'autolesionismo in Europa riguarda 1 adolescente tra 5.
L'abbassarsi ulteriore dell'età in cui vengono agiti questi pensieri suicidari, in concomitanza della post pandemia, deve renderci ancora più attenti al disagio dei minori, che siano bambini o adolescenti.
Un disagio può essere profondo, anche senza apparente motivo, né particolari comportamenti che possano creare allarmismi.
Segnali che sarebbero fondamentali ad anticipare ed evitare -con interventi psicologici o psichiatrici- conseguenze così tragiche e devastanti.
Oltre agli inevitabili sensi di colpa che segneranno per sempre la mente e l'anima di un genitore.
................
Come si legge nel manuale MSD questi sono fattori di rischio:
-Un evento stressante può scatenare un comportamento suicidario in bambini affetti da depressione.
-Possono essere depressi, ansiosi, isolarsi, parlare di argomenti di morte, mostrare un'alterazione improvvisa del comportamento.
-Familiari e amici devono prendere sul serio tutte le minacce di morte e i tentativi di suicidio.
-Gli operatori sanitari devono stabilire la gravità del rischio di suicidio.
-Il trattamento può includere il ricovero se il rischio è elevato.
-Il suicidio è raro nei bambini.
Diventa più comune durante l'adolescenza, in particolare tra i 15 e i 19 anni.
Gli eventi Stressanti sono tanti e vari:
-morte di una persona cara.
-suicidio nell'ambito scolastico o tra amici.
-perdita del ragazzo o della ragazza.
-trasferimento dagli ambienti familiari ( scuola o residenza)
-essere oggetto di bullismo.
............
Come detto, solo raramente inducono ad un comportamento suicidario se non sussistono altri problemi di base come: disturbo da uso di alcol, sostanze stupefacenti, scarso controllo degli istinti.
Rivolgere domande dirette sui pensieri suicidari ai bambini a rischio, può portare alla luce problemi importanti che contribuiscono allo stress.
Individuare questi problemi, e prevenire, può aiutare ad intervenire con successo.
Oltre ad un ambiente che offra sostegno e protezione: in primo luogo la famiglia, ma anche la scuola , ed altre situazioni sociali che promuovano il rispetto dell'individuo e delle differenze razziali e culturali.
Ecco, credo di avere riportato le informazioni principali.
Al di là di tutto ciò che ho scritto, personalmente ritengo che la cosa in assoluto più importante e fondamentale, sia " l'ascolto ".
Ascoltare ciò che i bambini e i ragazzi vogliono dirci.
Ascoltarli sempre quando vogliono parlarci di qualcosa che per loro è importante.
Ascoltarli: sia quando vogliono parlare sia quando stanno in silenzio.
Perché non è una contraddizione la frase: "ascoltare i loro silenzi".
Sono quelli che a volte dicono più di mille parole.
Per questo motivo voglio terminare con una bellissima frase del musicista Ezio Bosso:
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