Il Corpo e l'Anima: due fiabe per riflettere

 


1)LA NUVOLA

Un campo arso dalla calura invocò il soccorso di una nuvola:
-Regalami un poco di acqua o piccola dama dei cieli. I miei fiorellini languiscono, le erbe diventano gialle, gli alberi si ammalano di tristezza.
Ma la nuvola non si curò dell'appassionata preghiera. Corse all' oceano e sciolse sulle onde la sua argentea chioma di pioggia.
L'oceano, però, non apprezzò il regalo e di questo la donatrice si offese molto.
La nube allora andò alla montagna che è saggia, e le rivelò il suo cruccio.

-"Pretendi che il mare accolga con entusiasmo un poco d'acqua? -disse la montagna-il mare è ricchissimo, e non può tenere conto della tua ridicola offerta. Dovevi essere generosa col campo arido, coi fiorellini, con le erbe, con gli alberi che muoiono invocando un sorso che li salvi: il tuo regalo sarebbe stato allora un gesto di bontà e ti avrebbe valso gratitudine."

La nuvola allora capì che quando un dono non reca conforto né gioia, è inutile.



2)LA CASCATA E LA SORGENTE.

Una cascata, che snodava con impeto la sua fulgida veste di gemme tra costoni di roccia, si rivolse con superbia a una modesta sorgente.
- "Sei brutta amica mia.
La tua acqua non ha potenza né bagliori. Scaturisce in un filo esile da un livido groviglio di terra e di erbe fradici. Noto, però, che molte persone accorrono a vederti, e questo mi sembra inspiegabile.
IO, che possiedo le aristocratiche virtù della bellezza, della forza, che colmo con le mie canzoni i silenzi della montagna, io che rispondo con miriadi di fiammelle colorate a ogni sorriso del sole, io sì merito l'entusiasmo degli uomini!
Che puoi donare tu a quelli che ti avvicinano?

- "La mia acqua -spiegò la sorgente- cura, è medicinale. Ai miei visitatori offro il grande dono della salute.
...................

La bellezza, quando non illumina la luce dell'anima, è poca cosa.
La bontà, invece, anche se indossa un abito molto umile, attira la simpatia e la vicinanza di tutti.
....................

COMMENTO.

Le due favole, da cui ho preso spunto, pur con trame diverse raccontano ambedue storie che racchiudono in sé un significato profondo, una morale quanto mai attuale ai giorni nostri.
Quanto l'apparire sia estremamente inutile se vuoto di contenuto.
Nella prima favola troviamo una piccola nuvola che potrebbe donare grande sollievo se donasse un po' dell'acqua che contiene a un piccolo campo arso dal sole, e che chiede ristoro per i suoi fiorellini.
La superbia della nuvola però preferisce scegliere di donare il suo prezioso liquido all'immenso oceano, già talmente ricco di acqua, da snobbare il suo sacrificio.

2) Nella seconda favola incontriamo invece l'arroganza di una fulgida e impetuosa cascata che scaturisce da rocce che brillano sotto i raggi del sole, e si burla di una piccola sorgente che scorre vicino a lei.
Ne ridicolizza l'esiguità del suo flusso, denigra il suo aspetto definendola brutta, perché la sua acqua povera scaturisce da un terreno non curato, privo di qualunque attrattiva.
Eppure tutte le persone corrono al ruscello ignorando la bellezza della cascata.
In realtà, l'acqua dell'umile ruscello è curativa, fa stare meglio chi si abbevera da lei, fino a guarire.
..................

Forse queste due favole dovrebbero essere lette e comprese dalle tante persone che, al giorno d'oggi, si sottopongo a qualunque tortura per migliorare il proprio aspetto, a volte senza una reale necessità, alla continua ricerca di una perfezione che non esiste, che è per questo irraggiungibile.
Un'attenzione esagerata ed esasperata per "l'involucro" e troppo spesso nessuna per la propria interiorità.
Cerco una definizione che spiega la differenza tra corpo e anima, dove possiamo leggere:

1) Il corpo è una dimensione fisica materiale, visibile, legata all'esperienza terrena, ai sensi.

2) l'anima è la parte interiore, immateriale, principio vitale che dà coscienza, vita, e una connessione spirituale considerata sede del pensiero, amore, identità profonda.
..................

Come si può capire un bellissimo aspetto, un corpo perfetto, se non sono contenitori di un'anima degna, che possiede quella connessione spirituale che deve fare da "ponte" tra l'interiorità e l'esteriorità, diventa dopo il primo momento d'interesse, un "vuoto a perdere".
Un po' come la nostra presuntuosa ed egoista nuvola, o l'arrogante e superba cascata.
Come scritto precedentemente:

"La bellezza quando non illumina la luce dell'anima è poca cosa".

Sì, è davvero poca cosa.
Chissà che queste due piccole fiabe non possano fare riflettere chi le leggerà, per poi inoltrarle in una sorta di "passa parola".
Aiutare, così, a ridare il giusto valore a ciò che conta veramente.
Che quella luce dell'anima deve essere coltivata e alimentata con, almeno, la stessa energia e lo stesso tempo che vengono dedicate oggi alla cura del corpo, ai segni che il tempo lascia.
Capire che se la seconda, alla fine, è una battaglia che non si può vincere, la cura dell'anima, il cercare di migliorarla ogni giorno con un piccolo gesto d'amore, arricchirà di luce il viso più della migliore crema al mondo, del più grande chirurgo plastico, o di una falsa pozione di eterna giovinezza.

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